Giuseppe MONNANNI (Monanni, Vir, Mony)
Casa Editrice MONANNI
1887-1952
Nasce ad Arezzo (Italia) il 27 febbraio 1887. Sfugge ai progetti dei suoi genitori, che lo avrebbero voluto seminarista, e si dedica al giornalismo. Figura di rilievo tra gli anarchici individualisti, dÓ inizio alla sua attivitÓ editoriale a Firenze, dove nel 1907 fonda con Sem Benelli la corposa rassegna anarchica Vir e conosce la poetessa e scrittrice Leda Rafanelli (con la quale metterÓ al mondo il figlio Marsilio nel 1910).
L'anno seguente si trasferisce a Milano con la sua compagna e (dopo avere lavorato per la SocietÓ editoriale milanese di Giovan Battista Pirolini) insieme fondano la Libreria Editrice Sociale, pubblicando la rivista Sciarpa Nera, il foglio settimanale La Questione Sociale e La Rivolta.
Prosegue intensa l'attivitÓ politica di entrambi, con percorsi anche diversi e di confronto con le tendenze in seno al movimento (nel 1913 Leda ha una intensa relazione con Benito Mussolini, che si concluderÓ l'anno seguente).
Allo scoppio della Prima guerra mondiale diserta e si rifugia a Ginevra (Svizzera) presso Luigi Bertoni, giornalista ed editore italo-ticinese, e qui scrive per diverse testate anarchiche o comunque non interventiste (dall'Avvenire Anarchico al socialista Avanti!). Nel 1917 pubblica a Zurigo (Svizzera) il libello "A testa alta", invitando alla diserzione e corrisponde con Filippo Turati per la rivista Critica Sociale. Arrestato con Luigi Bertoni e altri compagni anarchici con l'accusa di avere progettato un atto terroristico (le "bombe di Zurigo"), sconta quasi due anni di reclusione nelle carceri svizzere, uscendone nel 1920 quando il castello di accuse verso gli anarchici cade e viene scoperto il ruolo svolto dai servizi segreti. Rientra allora in Italia, ma qui viene arrestato per diserzione e incarcerato a Firenze.
La Libreria Editrice Sociale, che ha ripreso le pubblicazioni subito dopo la fine della guerra, nel 1923 viene devastata dai fascisti e l'editore Ŕ nuovamente arrestato. Sceglie allora una linea editoriale meno rischiosa, unica strada praticabile, pur mantenendo la ricerca di contenuti sociali, e nel 1926 anche il marchio editoriale si modifica, diventando Casa Editrice Monanni (tre sole enne), con sede a Milano in viale Monza 77.

 

CASA EDITRICE MONANNI - Edizioni Ala
Nel 1928 pubblica per la prima volta in Italia l'opera completa di Nietzsche.
Nella collana "Edizioni Ala" / nuovissima collana economica appaiono prime edizioni di maestri dell'umorismo inglese e tedesco (soprattutto P.G. Wodehouse, tradotto da Silvio Spaventa Filippi, che viene sostituito nel 1930 da Alberto Tedeschi), romanzi di London e di Tolstoi.
Pubblica testi di filosofia e sociologia. Apre anche due librerie antiquarie nel centro di Milano (in via Dante 7 e in via Broletto 36).
La casa editrice, infine denominata Libreria editrice Monanni, non regge agli infiniti problemi politici ed economici e nel 1933 viene assorbita dalla Bietti.

 

LA GUERRA E GLI ULTIMI ANNI
Sul piano della vita familiare, nel 1934 conclude il complicato rapporto con la compagna di lotta e di vita e sposa Albina Zanini, mentre il figlio Marsilio, sposatosi, diventa papÓ di una bambina.
Ai pesanti problemi economici che lo assillano si aggiunge, nel 1939, un arresto di tre mesi disposto dal Tribunale Speciale: gli agenti dell'OVRA, il servizio di spionaggio fascista, lo tengono nel mirino mentre cercano di scoprire la rete internazionale antifascista.
Il periodo della guerra Ŕ terribile da superare e nel 1944 muore tragicamente il figlio Marsilio.
Nell'Italia ferita dell'immediato dopoguerra non riesce a riprendere un'attivitÓ editoriale propria, anche se ha l'editoria nel sangue. Collabora con il giornale anarchico milanese Il Libertario, firmandosi "Mony", e si schiera per l'astensionismo nel Referendum istituzionale del 1946 (sulla scelta "repubblica o monarchia").
Tuttavia dal 1946 viene chiamato al prestigioso ruolo di direttore editoriale della Rizzoli, per la quale vara nel 1949 una collana tra le pi¨ prestigiose e popolari, la BUR (Biblioteca Universale Rizzoli). Promuove anche la pubblicazione, da parte della casa editrice milanese, delle lettere di Benito Mussolini alla sua antica compagna Leda Rafanelli.
Muore a sessantacinque anni, per improvviso arresto cardiaco, a Milano (Italia) il 4 dicembre 1952.