Walter MOLINO (J.W. Symes)1915-1997
Nasce a Reggio Emilia (Italia) il 5 novembre 1915. Dimostra sin da ragazzo una notevole predisposizione per il disegno, e appena quindicenne pubblica a Milano, città dove la famiglia si trasferisce, sul giornale Libro e moschetto dell'organizzazione giovanile fascista; sono solo degli schizzi, ma attirano l'attenzione di Benito Mussolini, che gli fa realizzare subito una vignetta satirica quotidiana per il Popolo d'Italia, organo del Partito nazionale fascista.
Dopo una breve parentesi come grafico di moda e pubblicitario, debutta professionalmente nel fumetto collaborando tra il 1935 e il 1939 con le testate di Domenico e Cino Del Duca: Il Monello ("Giovinetto eroico"), Giovinetto ("Il piccolo patriota") e Intrepido; disegna anche "L'inca, figlio del Sole" e "Tra le spire dei Serpenti Neri" per Argentovivo! di De Seta.
Collabora fin dall'inizio (1936) al bisettimanale umoristico Bertoldo creandosi, tra l'altro, la fama di abile disegnatore di procaci ragazze, e tavole satiriche sono pubblicate anche sul supplemento annuale L'Arcibertoldo, fino al 1941.
Nel 1938 approda ai fumetti mondadoriani disegnando tra l'altro, su testi di Federico Pedrocchi, "Virus, il mago della foresta morta", una storia avventurosa di fantascienza pubblicata a puntate sul settimanale L'Audace dal n. 276 del 20 aprile 1939. In seguito, sempre su testi di Pedrocchi, dà vita a Capitan l'Audace (che continuerà al giornale settimanale Paperino) e continua su Topolino il Kit Carson, creato nel 1937 da Rino Albertarelli.
Sulle pagine di Paperino viene pubblicata anche la riduzione a fumetti di "Luciano Serra pilota" (tratta dall'omoninmo film interpretato da Amedeo Nazzari) e "Zorro della metropoli" (soggetto di Zavattini e naturalmente sceneggiatura di Pedrocchi). "La compagnia dei sette", in due episodi, viene pubblicata nell'Almanacco di Topolino 1938), mentre su Topolino apparirà la nuova storia con Virus, intitolata "Il Polo V".
Allo stesso tempo pubblica sul satirico Marc'Aurelio e, dal 1941, s'alterna con il pittore Achille Beltrame nella realizzazione delle copertine della Domenica del Corriere: lo sostituisce definitivamente alla fine dello stesso anno e continuerà per quasi trent'anni.
Disegna anche il personaggio umoristico Pin Focoso per il Corriere dei piccoli, pubblicato tra il n. 32 del 10 agosto 1941 e il n. 7 del 15 febbraio 1942.
Nel 1942 comincia anche a illustrare le copertine e gli interni de Il romanzo mensile, la collana mensile diretta da Eligio Possenti per la stessa casa editrice.
Nel 1945 collabora con il nuovo giornale umoristico politico di Giovannino Guareschi, il Candido.
Si dedica ormai quasi esclusivamente all'illustrazione, con l'importante eccezione delle storie sentimentali a fumetti disegnate dal 1946 per Grand Hotel, firmate con lo pseudonimo J.W. Symes), alternandosi a Bertoletti nel disegno delle copertine, dopo avere creato anche il celebre logo della testata.
Tra gli anni Sessanta e i Settanta, per l'Intrepido e Il Monello, inventa la rubrica visiva, galleria caricaturale di personaggi dello spettacolo, intitolata "Così li vede WM". Il volume che raccoglie i più felici ritratti viene premiato al Salone dell'umorismo a Bordighera nel 1967, con la Palma d'oro.
Nel 1995 la galleria milanese Agrifoglio gli dedica una mostra intitolata "Walter Molino tra cronaca e arte".
Muore a Milano l'8 dicembre 1997.

 

Sotto: particolare da una copertina per gli Albi dell'Intrepido (dipinto originale conservato presso la Fondazione).
© eredi Walter Molino

 

  • "Le Grandi Firme del fumetto italiano"
  • Gianni Brunoro. "Quasi una dea Kalì dalle molte braccia", in rete: www.arcire.it/pagine20458/00309n.49%20Molino.pdf (da Fumetto, ANAFI)
  • Revisione ANU – Associazione nazionale umoristi, 2004.