PANTERA BIONDA Italia, 1948 / avventura, tarzanidi, sexy / ts: Gian Giacomo Dalmasso; ds: Ingam et al.
Appare il 24 aprile 1948 nelle edicole italiane di un'Italia liberata dal fascismo e, si spera, anche dal moralismo. L'editore Pasquale Giurleo prende spunto da analoghe eroine statunitensi (Sheena e Nyoka, per fare solo due nomi), tarzanidi ben disegnate che uniscono la bellezza fisica alla forza e all'abilità, e i testi sono di un Gian Giacomo Dalmasso al meglio della sua creatività.
La realizzazione grafica è affidata a Ingam, alias Enzo Magni, che darà qui la sua prestazione migliore e di maggiore successo. A fianco del maestro si aggiungeranno altri autori, per mantenere i ritmi produttivi, ma la loro firma non apparirà mai. Il più giovane del gruppo è il ventenne Mario Cubbino, autore esordiente ma già bravissimo, al quale viene affidata soprattutto la raffigurazione del corpo dell'eroina (elemento non indifferente), mentre i volti sono ancora eseguiti dagli autori più anziani ed esperti.
Ma le proteste perbeniste che si alzano soprattutto dagli ambienti cattolici creano subito problemi all'editore, trascinato in tribunale come traviatore di giovani e per avere oltraggiato il comune senso del pudore. Le pagine già fotografate vengono ritoccate in pellicola prima della stampa: l'elegante perizoma diventa un gonnellino, sempre più lungo (si vedono anche due livelli di "aggiunte" per immagine), fino ad arrivare al ginocchio; alla Pantera viene fatto ritrovare un baule pieno di vestiti e lei deve mostrarsi felice di indossare una camicetta sopra al reggiseno originario; perfino i piedi nudi devono essere celati perché considerati troppo sexy.
In realtà pare evidente che in questa eroina disturbino il senso di indipendenza, la parità assoluta con il partner maschio, la capacità di esprimere un ruolo sempre appartenuto all'altro sesso. Infatti tutta la buona volontà dell'editore per ridurre l'effetto "glamour" si rivela inutile. Con l'eroina avvilita sempre di più a una castigatezza obbligata e di conseguenza con le vendite in edicola in calo costante, gli attacchi non cessano e la magistratura infierisce.
Con il n. 108 della serie, l'editore deve chiudere la serie. L'ultimo tragico sberleffo ai benpensanti è nella conclusione: l'eroina regolarizza con il matrimonio la sua convivenza con il suo compagno, vestita di tutto punto, come in una resa ai suoi persecutori: ma la serie così finisce, e ai "vincitori" rimane una vittoria ben povera, visto che questo episodio censorio sarà riportato negli anni a venire come perfetto esempio di violenza intellettuale e di bigottismo in tutti i saggi e le storie del fumetto di tutto il mondo.

MEDIA Un film statunitense del 1952, "Bad Blonde", all'arrivo nelle sale italiane vede il proprio titolo tradotto in "Pantera Bionda" con l'evidente scopo di sfruttare la popolarità della testata, ormai chiusa ma con un'importante traccia nella Storia del fumetto e con una solida impronta nell'immaginario collettivo.


Testate del CATALOGO DEL FUMETTO ITALIANO:
PANTERA BIONDA - collana La Jungla,
PANTERA BIONDA - collana Jungla Avventurosa,
PANTERA BIONDA - Albi del secolo / AdS Nuova serie,
PANTERA BIONDA - Collana Mini