Sciuscià Italia, 1949 / avventura / ts Tristano Torelli e Renzo Barbieri; ds Ferdinando Tacconi (con Mario Cubbino) e Franco Paludetti (cop); poi Lina Buffolente
In un paesino della sponda tirrenica occupato dagli Alleati nella loro avanzata verso Roma, reparti dell'esercito statunitense vi si attestano in posizione avanzata, accolti con simpatia e curiosità dalla popolazione, composta da nativi e da profughi provenienti da ogni parte d'Italia. Fra questi ultimi c'è Nico, uno degli innumerevoli ragazzi che la guerra ha strappato alle famiglie e che cercano di sopravvivere inventando mille lavoretti. Un giorno chiede a un marinaio le parole inglesi per far capire agli stranieri che si offre di pulire loro le scarpe; l'espressione "shoe shine" che dalla pronuncia "sciù sciain" diventa rapidamente "sciuscià", e Nico è il primo a ricevere questo appellativo che presto indicherà tutti i ragazzini nelle sua condizione.
Ricordata così l'etimologia del termine "sciuscià", la storia di Nico diventa subito avventura: viene scelto dal capitano Wickers del servizio segreto statunitense per una missione a Roma, capitale ancora occupata dai tedeschi, e comincia la sua impresa contrastato da una spia tedesca ma aiutato dall'amica Fiammetta.
La saga di Sciuscià si sviluppa in una lunga serie di avventure concatenate che durano dal gennaio 1949 al 1955. Si tratta del primo e più importante fumetto neorealista, scritto dall'editore e sceneggiatore Tristano Torelli e dal giornalista, scrittore e più tardi a sua volta editore Renzo Barbieri. Il disegnatore Ferdinando Tacconi si è già guadagnato - e in pochi anni - un ruolo da protagonista nel fumetto italiano e ha al suo fianco il giovanissimo Mario Cubbino.

Testate del CATALOGO DEL FUMETTO ITALIANO:
Sciuscià, Il piccolo sceriffo [terza serie]