Ettore BOSCHI (Nonno Ebe) 1874-1955

Ettore Boschi

Nasce a Moneglia (Genova, Italia) il 23 novembre 1874. Si trasferisce giovanissimo da Langhirano (Parma) a Monza (Milano). Autodidatta, si forma da solo una vasta cultura classica.
Nel 1896 è caporale nella guerra coloniale in Eritrea (30° Battaglione d'Africa).
Si sposa nel 1899 con Stella Villa e dalla loro unione nasceranno tre figli, Bice, Lorenzo [Renzo] e Luigi [Gino].
Socialista, nel 1911 fonda l'Unione operaia escursionisti italiani (UOEI, che nel 1925 passerà all'OND, Opera nazionale dopolavoro) e nel 1912 fonda la Lega dei Piccoli Astemi, impegnata nella lotta contro la piaga dell'alcolismo infantile.
Interventista, parte volontario con gli alpini durante la Guerra mondiale. Dopo la conclusione del conflitto è diciannovista, e sarà sempre schierato apertamente con Mussolini, dalla "marcia su Roma" a tutte le successive scelte del regime.
Dal 1926 scrive, con il nome d'arte Nonno Ebe, numerosi libretti, racconti e brevi romanzi destinati al pubblico più giovane, con il marchio delle Edizioni Cartoccino Monza, dirette dai figli Luigi e Lorenzo, per i tipi della Società anonima Arti Grafiche di Monza.
Dal 1929 al 1936 il Cartoccio delle Arti Grafiche e di Ettore Boschi pubblica anche il settimanale Il Cartoccino dei piccoli, cui si aggiunge dal 1930 al 1932 il supplemento Viaggi e avventure - di cielo, di terra, di mare.
Nel frattempo, nel 1929 è cofondatore e condirettore del giornale Il popolo di Monza (supplemento al Popolo di Lombardia e organo politico-sindacale del Fascio di Monza), e mantiene questo impegno fino al 1932: sempre più coinvolto dal regime sul piano della propaganda e dell'organizzazione del partito, è segretario del PNF a Monza poi vice segretario federale a Milano dal 1929 al 1932.
Nel 1934 la casa editrice è già affidata ai due figli, diventando Casa editrice Carroccio con sede a Milano.
Ha già superato i sessant'anni nel settembre 1935, quando "il suo battaglione partiva da Napoli per contribuire alla conquista del novello Impero Fascista", come scriveranno i figli rimasti a Milano a lavorare per la casa editrice. "Partì alla testa della sua compagnia di giovani e balde Camice Nere dopo che ebbe il consenso speciale dal nostro amato Duce, poiché Nonno Ebe non avrebbe potuto partire causa la sua età avanzata".
Dall'Africa invia comunque testi per la Bibliotechina Balilla, la Bibliotechina Bimbi d'Italia e la prima Biblioteca per tutti.
Si legge nella Bibliotechina Balilla: "Il Sansepolcrista Nonno Ebe, sessantaduenne, Centrione Volontario nella 2° divisione 28 Ottobre, la Divisione che mai ebbe soste e che ebbe l'onore di essere posta all'ordine del giorno della Nazione, malgrado i disagi, le fatiche e le preoccupazioni di comandante di Compagnia, non ha voluto perdere i contatti colla numerosa schiera dei suoi 'Cari piccoli lettori, ed ha scritto durante il periodo dall'Ottobre 1935 al Febbraio 1936 XIV 13 racconti CHE dovrebbero essere LETTI ANCHE DAI GRANDI".
Nel 1936 la testata Il Cartoccino dei piccoli è sostituita da Il giornalino di Nonno Ebe, che uscirà fino al 1938.
L'attivissimo Ettore partecipa anche alla guerra di Spagna, mentre non deve andare all'estero per trovarsi nella Seconda guerra mondiale. Nel 1944 è finalmente congedato con il grado di tenente colonnello degli Alpini.
La casa editrice da lui fondata continua e intensifica la sua produzione nel dopoguerra.
Nel 1947 escono 23 numeri della nuova testata Il Giornalino di Carroccio (che dal n. 16 al 23 diventa Cineromanzi Salgari).
Muore a Milano (Italia) il 18 maggio 1955.
La Carroccio assume il nuovo nome di Casa Editrice Boschi, sempre con sede a Milano.
  • Mario Giusti, prefazione in: Mario Giusti, "I passatempi di Nonno Ebe". Casa ed. Carroccio di Gino e Renzo Boschi, Milano, 28 settembre 1937. 
  • Il Popolo di Monza, periodico conservato dalla Biblioteca centrale di Monza, consultabile in BL (Biblioteca digitale lombarda), Regione Lombardia: www.bdl.servizirl.it/vufind/Record/BDL-OGGETTO-15044