Nasce a Saliceto sul Panaro (Modena, Italia) il 7 maggio (o settembre) 1881. A vent'anni pubblica "Commemorazione del fatto d'arme del Brichetto" () per la tipografia Cogliati di Milano, cui segue l'anno dopo, nel 1902, "I frammenti di un poema - canto civile" (sulle Cinque giornate di Milano del 1898) per Sandron.
Modificato il cognome in "da Verona", si orienta al romanzo popolare e si rivolge soprattutto al pubblico femminile. La sensualità dei suoi testi è consapevolmente rivolta "alle sartine e alle segretarie", una Liala al maschile che riesce a far sognare situazioni sensuali e a trasmettere brividi di piacere, con un linguaggio accessibile a tutti, al punto da diventare involontariamente una parodia dello stile dannunziano.
Nessuno dei suoi romanzi viene considerato un'opera letterariamente importante, tuttavia l'intera sua produzione costituisce un fenomeno di costume, preludio dei fotoromanzi che arriveranno nel dopoguerra. La sua notorietà nei ceti popolari come in quelli borghesi tra gli anni Dieci e gli anni Trenta, con una diffusione altissima, lo rende emblema di un genere letterario ancora oggi non abbastanza studiato.
Di discendenza ebraica e già mal visto dal regime per la sua libertà di pensiero, dopo l'emanazione delle leggi razziali viene preso di mira e perfino sottoposto a tortura. Decide di togliersi la vita a Milano (Italia) il 10 gennaio 1939.
MEDIA Due romanzi tra i più popolari diventano anche film: "La donna che inventò l'amore" nel 1952 (regia di Ferruccio Cerio, con Silvana Pampanini e Rossano Brazzi) e "Mimì Bluette... fiore del mio giardino" nel 1977 (regia di Carlo Di Palma, con Monica Vitti, Shelley Winters e Gianrico Tedeschi).
| Bibliografia (in preparazione) |
| 1901 | Commemorazione del fatto d'arme del Brichetto | poesia, Cogliati |
| 1902 | I frammenti di un poema - canto civile | poesia, Sandron |
| 1904 | Immortaliamo la vita | Arnaldo de Mohr; 1904, Libreria editrice nazionale; 1932, Corbaccio |
| 1907 | Bianco amore | poesia, Edizioni di Poesia |
| 1908 | L'amore che torna | romanzo, Baldini e Castoldi; 1910, idem; 1920, Bemporad, almeno 150.000 copie |
| 1910 | Con tutte le vele | poesia, Baldini e Castoldi |
| 1911 | Colei che non si deve amare | romanzo, Baldini e Castoldi; 1920, Bemporad, almeno 220.000 copie |
| 1912 | La vita comincia domani | romanzo, Baldini e Castoldi; 1920, Bemporad, almeno 155.000 copie |
| 1914 | Il cavaliere dello Spirito Santo storia di una giornata | prosa, Baldini e Castoldi; 1917, idem; poi Bemporad, almeno 70.000 copie |
| 1915 | La donna che inventò l'amore | romanzo, Baldini e Castoldi; 1920, Bemporad, almeno 145.000 copie; 1931, Corbaccio |
| 1916 | Mimì Bluette, fiore del mio giardino | romanzo, Baldini e Castoldi; 1920, Bemporad, almeno 160.000 copie; 1931, Corbaccio |
| 1919 | Il libro del mio sogno errante | varia, Baldini e Castoldi; poi Bemporad, almeno 100.000 copie; 1933, Corbaccio |
| 1920 | Sciogli la treccia, Maria Maddalena | romanzo, Bemporad, almeno 150.000 copie |
| 1922 | La mia vita in un raggio di sole | romanzo, Bemporad, almeno 100.000 copie |
| 1922 | Il pazzo di Candalaor | romanzo, Bemporad; 1932, SEL |
| 1923 | Yvelise | romanzo, Bottega di poesia; 1923, Bemporad; 1933, Corbaccio |
| 1924 | Lettera d'amore alle sartine d'Italia | prosa, Bottega di poesia |
| 1926 | Cléo, robes et manteaux | prosa, Bemporad |
| 1926 | L'inferno degli uomini vivi | prosa, Bemporad |
| 1926 | Mata Hari - la danza davanti alla ghigliottina | prosa, 6 libri, Modernissima |
| 1927 | Azyadéh - la donna pallida | prosa, Bemporad |
| 1929 | Un'avventura d'amore a Teheran | prosa, Bemporad |
| 1930 | I promessi sposi - di Alessandro Manzoni e Guido da Verona | parodia, Unitas |
| 1931 | L'assassinio dell'albero antico | prosa, Corbaccio |
| 1931 | La canzone di sempre e di mai | prosa, Corbaccio |
| 1932 | La canzone di ieri e di domani | prosa, Corbaccio |
| 1934 | Il trattato delle possibilità impossibili | prosa, Edizioni libere |
| Nel dopoguerra diverse opere sono state ripubblicate da dall'Oglio. |
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