Guglielmo GIANNINI1891-1960
Nasce a Pozzuoli (Napoli, Italia) nel 1891. Autodidatta, pratica vari mestieri. Partecipa alla guerra italo-turca e alla Prima guerra mondiale. Si dedica al teatro e scrive alcuni dei primi copioni di genere "giallo" poliziesco.
Mentre volge alla fine la Seconda guerra mondiale, fonda nel 1944 a Roma il giornale settimanale L'Uomo Qualunque, dal quale prenderà il nome il movimento d'opinione detto appunto Qualunquismo, termine che entrerà nel vocabolario comune. Il successo del movimento lo porterà in Parlamento come deputato dal 1946 al 1948.
Nel luglio 1945 pubblica anche il volume "La folla", dedicato al figlio Mario, ucciso in guerra nel 1942, e - in fondo - anche al padre, il giornalista Federico Giannini, morto nel 1943. Il libro parla delle dittature, della storia, delle guerre, dei governi e dei partiti, dei popoli:

"L'autore incominciò la sua fatica dominato dall'odio, volendo vendicarsi almeno con un libro degli assassini dei suoi Cari. La termina chiedendo a Dio misericordia anche per chi gli fece tanto ingiusto e inutile male".

Muore a Roma (Italia) nel 1960.

Testi teatrali
1935Mani in alto
1936Supergiallo
1940Il sole a scacchi
Altri testi
1945La folla - seimila anni di lotta contro la tirannideEditrice Faro, Roma. 312 pagine; copertina e disegni di Livio Apolloni; fuori testo: fotografia del figlio Mario. Libro scritto a Roma tra il settembre del 1943 e il giugno del 1944, pubblicato nel luglio 1945, ristampato due volte nell'ottobre dello stesso anno.