Salvator GOTTA 1887-1980

Salvator Gotta

Nasce a Montalto Dora (Torino, Italia) il 18 maggio 1887. Nel 1915 si arruola tra gli Alpini per combattere nella Prima guerra mondiale. Nel dopoguerra aderisce al Fascismo e compone i versi del canto "Giovinezza" (parafrasato e adattato da una celebre aria goliardica), che diventerà l'inno del Partito Nazionale Fascista.
Nel 1921 pubblica "Tre mondi" con Baldini & Castoldi, seguito nel 1924 da "Mistica-Patria" con l'editrice Imperia.
Autore prolifico, pubblica nel 1926, per l'editore Arnoldo Mondadori, il romanzo "Il piccolo alpino", che è la sua opera più popolare (nel 1956 la 35° edizione, illustrata da Nadir Quinto, conterà dal 202° al 209° migliaio di copie) e il libro diventerà anche un film nel 1940.
Pubblica in seguito, con Baldini & Castoldi, "Lilith" (1934), "A bocca nuda" (1937) e infine "Ottocento" (1945). Ancora nel 1945 con Elmo dà alle stampe "Macerie a Portofino".
Nel dopoguerra è Arnoldo Mondadori a pubblicare sue opere come "La signora di tutti" (1945), "Zaira ragazza del circo" (1963), "I giganti innamorati" (1964), "Tre maestri - Fogazzaro, Giacosa, Gozzano" (1975), "Silva" (1978).
Muore a Rapallo (Genova, Italia) il 7 giugno 1980, a novantadue anni.