Piero COCCOLUTO FERRIGNI (Yorick / Yorick figlio di Yorick)1836-1895
Nasce a Livorno il 15 novembre 1836. Di famiglia napoletana (il padre, Giuseppe Coccoluto-Ferrigni è commerciante industriale), viene registrato come Piero Francesco Leopoldo. Ben istruito in casa da validi istitutori, a tre anni sa già leggere e a tredici viene messo nel celebre Collegio di Santa Caterina, a Pisa. Dimostra fin da piccolo una memoria miracolosa. A quindici anni e mezzo, su licenza granducale per la giovane età, supera l'esame d'ammissione all'Università di Pisa e i due esami del baccellierato; poi a Siena segue i corsi di legge, laureandosi nel 1857.
Già dal 1854 comincia a scrivere corrispondenze per i giornali di Firenze, a partire da La scaramuccia (diretto da Carlo Lorenzini), poi per l'Arte (foglio teatrale di Giacomo Servadio) e, dal 1856, per La lente di Cesare Tellini (dove firma per la prima volta con lo pseudonimo di Yorick, prendendo il nome dal personaggio dell'"Amleto" di Shakespeare; tempo dopo, conoscendo il "Viaggio sentimentale" e "La vita di Tristano Sandy" di Lorenzo Sterne (che si firma Yorick), decide di modificare il suo pseudonimo in Yorick figlio di Yorick, che manterrà per sempre.
Si trasferisce a Firenze e fa pratica legale, avvocato anche in cause importanti. Qui fa amicizia con Celestino Bianchi, direttore dello Spettatore: "Ero giovane - scriverà - ero un po' bollente di spiriti liberali, ero un po' mordace nello scrivere e più d'una volta, ai tempi del granduca, ho compromesso i giornali ai quali davo la mia prosa. Ma ero a buona scuola, e imparai presto a saper dire tutto quello che volevo senza compromettere nessuno".
MISTERO (di Yorick)
Quando talor frattanto,
forse, sebben così;
giammai piuttosto alquanto
come perché bensì?

Ecco repente altronde,
quasi eziandio perciò,
anzi, altresì laonde
purtroppo invan; però...

Ma se perfin mediante,
quantunque attesoché,
ahi sempre, nonostante,
conciossiacosaché.

(musica di Gaetano Palloni, pubblicata da Ricordi)

Stando con Bianchi, avvicina e conosce tutti gli uomini più importanti del partito liberale, che preparava il cambiamento politico in Toscana, la guerra all'Austria e l'unione al Piemonte: il barone Bettino Ricasoli, il marchese Ferdinando Bartolomei, l'avvocato Vincenzo Salvagnoli, il poeta Emilio Frullani e altri. Ferrigni viene incaricato principalmente di preparare i bollettini clandestini e molti articoli politici nei giornali non toscani. Fa la sua parte nella giornata del 27 aprile 1859, quando viene cacciato da Firenze il granduca, e la notte stessa parte per Siena e Grosseto in qualità di segretario dell'avvocato Piero Puccioni, commissario straordinario delle due province; al ritorno viene nominato segretario aggiunto al Ministero della guerra, senza stipendio, partendo poi volontario nel 5° corpo dell'esercito franco-italiano con il grado di sottotenente di fanteria, ufficiale d'ordinanza nella seconda brigata, diventando presto segretario particolare del generale Ulloa ed entrando a far parte dello Stato Maggiore.
Dopo la Pace di Villafranca, partito Ulloa, il Corpo toscano ha come comandante il generale Giuseppe Garibaldi, che viene a raggiungerlo a Modena e, trovatovi Ferrigni, lo conferma come segretario particolare; finché insieme da Rimini vanno a Torino, dove Garibaldi dà le dimissioni e si ritira a Caprera, mentre Ferrigni resta qualche tempo nella capitale del regno per assolvere una missione confidenziale di Garibaldi presso il re Vittorio Emanuele.
Lasciato l'esercito, ritorna a casa per riprendere gli studi, ma li interrompe poco dopo per seguire nuovamente Garibaldi nella spedizione in Sicilia: qui viene ferito nella battaglia di Milazzo, a fianco del colonnello Malenchini, meritando la citazione all'ordine del giorno, il grado di capitano di Stato Maggiore e, più tardi, la medaglia al valor militare. Dopo la presa di Gaeta lascia il servizio e torna a studiare e a scrivere.
Intanto sono trascorsi sette anni dalla laurea, distolto dagli eventi, quando nel 1864 finalmente riesce a dare l'esame di avvocatura: supera, ricorrendo al colonnello Malenchini (il quale, deputato, presenta un'interpellanza in Parlamento), le difficoltà avanzate dal presidente della Corte d'appello per il troppo tempo trascorso, e finalmente è avvocato. Nell'agosto dello stesso anno si sposa (avrà due figli).
Quando nel 1870 appare a Firenze il Fanfulla, una testata importantissima e innovativa nel panorama giornalistico italiano e (come ricorda Luigi Lodi in "Giornalisti"), egli è tra i fondatori, diventando una delle firme più prestigiose e amate.
Collabora inoltre con il Giornale Napoletano, la Nuova Antologia, scrivendo in francese come appendicista drammatico per l'Indipéndence Italienne e in tedesco per la Neue Freie Presse di Vienna (dove è giurato all'Esposizione universale del 1873) e per l'Italia.
Si leggerà in una sua biografia del 1878:

Il Ferrigni scrisse con una facilità e versatilità prodigiosa, passando dal serio al faceto, dal bozzetto all'arringa, dalla rassegna teatrale alla monografia scientifica, dalla corrispondenza alla relazione ufficiale, impadronendosi con una prontezza incredibile de' soggeti più astrusi o più diversi dall'ordine generale de' suoi studi. Quando vi fu in Firenze il Congresso internazionale medico, La Nazione pubblicò rendiconti così esatti, così estesi, così ben ragionati, che si credettero lavoro di qualche medico competentissimo; erano del Ferrigni. Sono pure opera sua molti Memoriali al Governo e al Parlamento nell'interesse della Camera di commercio ed arti di Livorno; un opuscolo intorno alla tassa di macinato, scritto per commissione del ministro delel Finanze e pubblicato dalla tipografia Barbèra in una sola edizione di 750.000 esemplari!; due monografie "La pesca del corallo" e "La pesca del pesce nel Regno d'Italia" [...]; una lunga monografia "Sui docks e magazzini generali della città di Livorno"; la traduzione e riduzione per le scene italiane di un vero diluvio di lavori francesi e spagnoli; un gran numero di opuscoletti; qualche centinaio di appendici drammatiche e di Bozzetti inseriti dal 1868 nel giornale La Nazione; molte centinaia d'articoli per la Gazzetta del popolo, uno de' quali è riuscito il prezioso libriccino "Il Re è morto" che fu poi stampato in più maniere a circa 125.000 esemplari...

Quando l'ascesa (ininterrotta fino al 1876) e il successo del Fanfulla subiscono una battuta d'arresto e inizia il declino, legato agli eventi politici e a fratture tra la linea della testata e le scelte di molti importanti collaboratori, Jorick rimane per alcuni anni fedele, poi abbandona il Fanfulla e scrive (poco) per altre testate.
Nel 1882, quando Giuseppe Garibaldi muore, scrive "Garibaldi non è morto!", un compianto messo in versi da Giovanni Colombini e pubblicato dai Successori Le Monnier.
Segue a Roma l'amico conte Gioacchino Bastogi, divenuto deputato, e svolge di buon grado mansioni da segretario. Registra Luigi Lodi (op. cit.): "Assalito contemporaneamente da varie e pur gravissime malattie, mentre stava sul letto doloroso, scrisse una cartolina ad un amico in cui descriveva, scherzando, d'esser diventato bianco, rosso e verde, e finiva: =Viva l'Italia!=. Due giorni dopo moriva".
Piero Ferrigni si spegne infatti nel 1895.

Premio Yorick alla carriera

In occasione dell'inaugurazione della stagione Giorni di Festa, ogni anno viene premiata una compagnia o maestri del teatro di figura. (vedi sito http://www.marionettegrilli.com/storia.htm)
Opere
  • Viaggio attraverso l'Esposizione italiana del 1861, Firenze, 1861.
  • Cronache dei bagni di mare, in gran parte tradotte in inglese dal Morning Post.
  • Fra quadri e statue, Milano, 1872; almeno 4 edizioni.
  • La festa dei fiori, ricordo dell'Esposizione internazionale di Orticoltura, Firenze, Le monnier, 1874; almeno 4 edizioni.
  • Vedi Napoli e poi..., ricordo dell'Esposizione nazionale di Belle Arti, Napoli, 1877; almeno 5 edizioni, e in gran parte tradotto in tedesco dalla Koelnische Zeitung.
  • Yorick figlio di Yorick. Su e giù per Firenze, monografia fiorentina (raccolta di articoli), volume XII-308 pp., Firenze, G. Barbera Editore, 1877; idem, nuova edizione, G. Barbera Editore, 1926, con prefazione di Eugenio Checchi.
  • Passeggiate, raccolta di articoli, Firenze, F. Menozzi e Comp., 1879?, pp XIX-201; seconda edizione: idem, 1880 ; con: "Mia buona e cara Marchesa" dedica dell'editore alla marchesa Antonietta Guerrieri Gonzaga, "Invece della prefazione" di Yorick, "Le feste di Asisi" e "Una visita a Siena"; altra edizione: Roma, Sommaruga, 1883.
  • Yorick figlio di Yorick (Avv. P.C. Ferrigni). Il pubblico, conferenza tenuta a Livorno nella sala del Regio Liceo Niccolini il 19 marzo 1882, opuscolo 52 pp + cop 1+0 lire 1, Livorno, Stab. Tipo-Lit. Gius. Meucci, 1882 ; rist. in "Conferenze" nel 1903 (vedi oltre).
  • Giostre e tornei, 1882.
  • Garibaldi non è morto!, compianto di Yorick messo in versi da Giovanni Colombini, opuscolo 8 pp + cop 1+0 pm cent. 30, Firenze, Successori Le Monnier, 1882.
  • Yorick figlio di Yorick. Lungo l'Arno - seconda serie di "Su e giù per Firenze", volume XVI-358 pp, con: dedica a Giuseppe Domengé (per avere istruito il figlio Umberto nel suo Istituto per 8 anni), introduzione "Alla lettrice gentile" (invece che al "benigno lettore", considerando che "gli uomini, da un pezzo in qua, non sanno più leggere altro che nelle gazzette"), "Presentazione", "La buonanima dell'Ottantuno", "Vedutine" (Il romanzo di Giulia, I misteri del pan gravido, Roba da inverno, Alle corse, Dietro le quinte, Berlingaccio, Memento homo!), "Il pubblico in privato" (Dimostrazioni, Umile istanza, Un congresso, Politica e caffè, Cause ed effetti, Barba e testa, Secondo congresso cattolico), "Problemi casalinghi" (Poveri figliuoli!.., Teatro vecchio, Nome e cognome, Carità fiorita, Mamma... sei sorda!.., All'istituto dei ciechi, La questione delle biscrome), "Povera Firenze!.." (Ventiquattro giugno, All'onorevole..., Lamentazioni di S. Rocco pellegrino, In articulo mortis), "Estate" (Il copialettere di una bagnante, Ahuff!.., Tiro al piccione, Treno diretto da Firenze a Livorno, Fra l'uscio e il muro, La prima lucciola, Solleone!..), "Quadretti di Genere" (Variazioni sul tema dell'istruzione femminile, Fogli unti!.., Il carnevale della morte, Questione da risolvere, Cose... d'arte, Fatti diversi, La posta di San Giovanni, Topi matti!.., Destino cane, I confessionale, Pesi e misure, Primogenitura, Poveri morti!.., Il presepio, Felice notte!..). Milano, Ditta Gaetano Brignola di Giuseppe Ottino e C., 1882.
  • Yorick. La Lepanto - ricordi, notizie, ghiribizzi. Firenze, Tipografia del Fieramosca, 1883, prima edizione, pp 142. Racconto della battaglia di Lepanto, in occasione del varo a Livorno dell'incrociatore Lepanto.
  • La storia dei burattini, Firenze, Bemporad, 1884, brossura, pp XXI-424. Altra edizione: Firenze, Bemporad, 1902.
  • Il gran re al Pantheon (VI anniversario della morte del re Vittorio Emanuele II), Roma, Mueller, 1884.
  • Almanacco umoristico per l'anno 1884. Roma, Vincenzo Menozzi, 1884.
  • Teatro spicciolo [Vent'anni al teatro], tradotto da Yorick. G. Barbera Editore, Firenze, seconda edizione, 1884, brossura, 280 pp + 12 pp di catalogo, L. 3 ; esiste ed. legata in tela, L. 5. Con una lunga introduzione di Yorick ("Prima che si alzi il sipario") e i testi tradotti di 6 atti unici francesi: "Bruto, sciogli il cane!.." ("Brutus, lache César" di Giuseppe Bernardo Rosier, 1849), "Quella signora che aspetta!.." ("Madame attend Monsieur..." di H. Meilhac e L. Halévy, 1872), "Un capriccio" (di Alfredo De Musset, 1847), "Agli arresti di rigore" ("Toto chez Tata" di H. Meilhac e L. Halévy, 1873), "Da galeotto a marinaro" ("À deux de jeux" di Ernesto Legouvé, 1868) e "Il voto a Santa Caterina" ("Le chapeau de Sainte Cathérine" di Edmondo About, dal "Teatro impossibile").
  • Tribunali umoristici, 1886.
  • Teatro e governo, 1888.

Edizioni postume:
  • La morte di una musa, Bemporad, Firenze 1902.
  • Conferenze, Raffaello Giusti Editore, Livorno 1903. Edizione postuma, contiene "I bottoni" (tenuta alla Mostra solenne della Società di scoraggiamento alle Belle Arti in Firenze, 28 febbraio 1882), "Il pubblico" (tenuta nella sala del Regio Liceo Niccolini, sotto gli auspìci della Società delle Letture pubbliche, a Livorno, 19 marzo 1882), "La quadratura del circolo" (nell'Aula Magna dell'Istituto di Studi superiori, a Firenze, la sera del 30 maggio 1885), "La fotografia" (nell'Aula Magna dell'Istituto di Studi superiori, a Firenze, alla prima seduta pubblica della Società fotografica, il 26 maggio 1889, e "Per i vecchi marinai" (al Teatro Salvini di Firenze, il 6 dicembre 1891, in occasione della consegna della bandiera alla Società di mutuo soccorso fra i provenienti dalla Marina regia e mercantile). Volumetto rilegato cartonato di 168 pagine + VIII, con risguardi; introduzione "Alla città di Livorno" dei figli Umberto e Mario Ferrigni.
  • Pietro Cossa e il dramma romano, 1905.

La bibliografia è stata integrata con quella riportata da Colonnese. Sono da completare verifiche e confronti.

  • Luigi Lodi (il saraceno). Giornalisti. Biblioteca di cultura moderna, Gius. Laterza & Figli tipografi-editori-librai, Bari, 1930.
  • Mario Ferrigni (aneddoti raccolti da). Uomo allegro... "Yorick". Collana: Aneddotica. A.F. Formìggini, Roma, Giugno 1930.
  • Pietro Coccoluto Ferrigni/Yorik figlio di Yorik. "I bottoni - nell'arte e nella storia", Colonnese editore, Napoli, 1992. Introduzione di Umberto Attardi. Tratto da "Conferenze" (1903) con "I bottoni" ("L'influenza dell'arte sullo sviluppo dei bottoni" e "L'influenza dei bottoni sullo sviluppo dell'arte").
  • Eugenio Checchi. "La Firenze d'allora", introd. a Yorick figlio di Jorick "Su e giů per Firenze" nuova edizione, G. Barbčra Editore, Firenze 1926.