L'Italia che scrive

rivista di informazione editoriale e bibliografica, viene fondata da Angelo Fortunato Formìggini nel 1918 (già progettata e annunciata nel 1917). Dopo il suicidio dell'editore nel 1938 (per protesta contro le leggi razziali fasciste), la pubblicazione prosegue fino al 1943 sotto la direzione di Paolo Cremonese. Ritorna in edicola nel novembre 1945 diretta prima da Mario Vinciguerra, poi da Nicola Francesco Cimmino.

Esordio
Ho annunciato il programma particolareggiato di questo periodico al Congresso del Libro tenutosi a Milano lo scorso anno e ho confermato nel mio bollettino editoriale del febbraio scorso che avrei mantenuto, entro il marzo, la promessa fatta. Mentre stavo lottando a tutt'uomo contro il guerresco torpore del mio valente tipografo, e, nei brevi ritagli di tempo che mi consentono i miei doveri militari, stavo preparando questo primo numero di saggio che avrei voluto mandare in bozze agli Editori e agli Autori per averne consigli e collaborazione, leggo sul Corriere del 12 marzo l'annuncio, che mi è poi confermato da una lettera a stampa del 13 marzo, che la Casa Treves sta per lanciare una rivista I libri del giorno con un programma che ha molta rassomiglianza con quello dell'Italia che scrive. Io sono oltre ogni dire soddisfatto che un altro editore, e un così cospicuo editore, abbia fatta sua la mia iniziativa. Se ne avessi avuto sentore un po' prima sarei stato ben contento di cedergli completamente il passo perché è sempre stato mio proposito costante di astenermi dal far ciò che altri fanno.
Ma al punto in cui mi trovo non mi sento di venir meno agli impegni assunti e licenzio questo primo numero, sono solo dolente che esso debba, per la impreveduta fretta di non giungere secondo, uscire così nella sua forma di abbozzo con troppa abbondanza di recensioni relative ai miei libri piuttosto che ai libri di altri editori, come avrebbe dovuto essere. [...]
L'Italia che scrive agiterà le principali questioni inerenti a la vita del libro italiano in quanto esse sono essenziali alla vita spirituale della nazione, e tratterà dei problemi della coltura in quanto essi hanno una proiezione sula vita del libro. Questo nuovo periodico si propone inoltre di creare una intesa tra quanti vivono per il libro e lo amano, cioè fra gli autori, gli editori, i librai, coloro che si dedicano alle arti grafiche e infine i consumatori del libro, cioè il pubblico dei lettori. Si sente dire spesso che in Italia si legge poco: ciò è vero soltanto in parte; comunque L'Italia che scrive col mettere sotto gli occhi di coloro che leggono una bibliografia fresca, sistematica e vivace della produzione editoriale italiana, contribuirà certo ad una maggior diffusione del libro. [...]
A.F. Formìggini

[estratto dall'editoriale del n. 1, aprile 1918]

L'ITALIA CHE SCRIVE

A.F. Formìggini Editore
119181 a 9
219191 a 12
319201 a 12
419211 a 12
519221 a 12
619231 a 12
719241 a 12
819251 a 12
919261 a 12
1019271 a 12
1119281 a 12
1219291 a 12
"Indice sintetico delle prime XII annate"
1319301 a 12
1419311 a 12
1519321 a 12
1619331 a 12
1719341 a 12
1819351 a 12
1919361 a 12
2019371-2 a 12
2119381 a 11
S.A. editrice
"L'italia che scrive"
21193812
2219391 a 12
2319401 a 12
2419411-2 a 12
2519421 a 11-12
2619431-2
rassegna per coloro che leggono / rassegna per il mondo che legge
supplemento mensile di tutti i periodoci

A.F. Formìggini Editore, via del Campidoglio 5, Roma
dir. resp.: Angelo Fortunato Formìggini (1°/1 a 17°/4); Giuseppe Zucca (co-direttore 17°/5 a 18°/12); Emilia Formìggini Santamaria (red. capo, 19°/1 a 21°/11)
mensile rivista cm 23x31 12/32 pp bn + cop 2+1 pm c. 35 a L. 3
numerazione annuale e numerazione progressiva delle pagine interne
248 numeri, dal n. 1°/1 (aprile 1918) al n. 21°/11 (novembre 1938)
nuova gestione

L'ITALIA CHE SCRIVE

rassegna per il mondo che legge
supplemento mensile a tutti i periodoci

Società anonima editrice "L'Italia che scrive", via delle Tre Cannelle 1-B, Roma
dir.: Bino Sanminiatelli e Paolo Cremonese (resp.)
mensile L. 3 a L. 6
almeno dal n. 21°/12 (dicembre 1938) al n. 26°/1-2 (gennaio 1943)

dopoguerra

dir. resp.: Vincenzo Cento
almeno dal n. 28°/1 (29 novembre 1945) al n. 42°/7-8 (luglio-agosto 1959)