La Tribuna

 

giornale quotidiano (1883-1946)

 

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vedi anche La Tribuna Illustrata / La Tribuna Supplemento illustrato della Domenica (dal 1896)
vedi anche Noi e il mondo - rivista mensile della Tribuna (da dicembre 1911)

 

LA TRIBUNA

Quotidiano fondato nel 1883 da Baccarini e Zanardelli con un capitale di 300.000 lire, proveniente da centoventi deputati liberali della sinistra che si opponeva al governo Depretis. Zanardelli coinvolge due affermati giornalisti della Gazzetta Piemontese: Luigi Roux, che diventa direttore, e Attilio Luzzatto, caporedattore. Il primo numero uscì il 26 novembre 1883.

 

Nel 1887 il quotidiano viene acquistato dal principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra. La direzione, redazione e tipografia si spostano a Palazzo Sciarra. La linea del giornale perde la connotazione politica e diventa foglio di notizie, diretto da Attilio Luzzatto.

Nel 1890 viene creato il supplemento settimanale La Tribuna illustrata.

Si afferma come maggiore quotidiano della capitale e del centro Italia, grazie anche all'uso del telegrafo, all'impiego di corrispondenti e di inviati speciali.

Nel 1893 il quotidiano è coinvolto in uno scandalo nazionale: quando il Parlamento deve emanare una nuova legge bancaria, le tre banche maggiori corrompono giornalisti e parlamentari. Cade il governo Giolitti e il quotidiano impiegherà anni per far risalire la propria immagine.

Nel 1895 il giornale assume carattere nazionalista e sostiene l'impresa coloniale in Africa, raggiungendo il record di vendite (160.000 copie) durante la guerra d'Abissinia.

Nel 1897 è il primo quotidiano italiano a introdurre una macchina linotype per la composizione tipografica dei testi.

Quando lo scandalo del caso Dreyfus sconvolge l'opinione pubblica francese, il giornale segue gli eventi e durante il processo (cominciato nel 1898) sostiene il capitano Dreyfus e il giornalista e scrittore francese Émile Zola (autore del famoso "J'accuse"). La scelta è gradita dall'opinione pubblica e accresce il prestigio del giornale.

Il direttore Luzzatto, ora socio di maggioranza della società editrice, nel 1900 fa raggiungere al quotidiano le 200 000 copie di tiratura, superiore anche ai concorrenti milanesi, ma muore il 12 maggio dello stesso anno.

 

Nell'ottobre 1900 la famiglia Luzzatto vende il giornale a una cordata di cui fa parte anche il senatore Luigi Roux, il primo direttore, che torna così a dirigerlo, facendolo ruotare dallo schieramento anti-giolittiano a quello giolittiano. A fine anno attira in una fusione anche la testata Il Giorno, di Luigi Lodi, non potendo convivere due testate con la stessa posizione politica.

Nel 1901 nasce a Roma il quotidiano liberale Il Giornale d'Italia, in opposizione a Giolitti, che ha subito successo e diventa un pericoloso concorrente.

Nel 1909 La Tribuna è quindi acquistato da una cordata, ispirata da Giolitti, composta dalla Banca Commerciale Italiana di Milano e da industriali della siderurgia (tra cui l'Ilva di Genova) e il nuovo direttore è Olindo Malagodi, amico personale di Giolitti.

Negli anni dieci collaborano, tra gli altri, Gabriele D'Annunzio, Emilio Cecchi, Silvio d'Amico, Filippo Naldi.

Mentre La Tribuna Illustrata regge il confronto con la Domenica del Corriere (nata del 1899), nel dicembre 1911 nasce anche il supplemento mensile Noi e il mondo.

periodo fascista

Nel 1923 il quotidiano La Tribuna viene acquistato da un gruppo finanziario filofascista e il 3 dicembre il direttore Olindo Malagodi lascia il posto a Tullio Giordana. Il 26 dicembre 1925 il quotidiano assorbe L'Idea nazionale (organo dell'ANI, Associazione Nazionalista Italiana) che da settimanale nel 1911 era diventato quotidiano dal 2 ottobre 1914. La testata assorbita si aggiunge in piccolo sotto quella storica del quotidiano, che diventa La Tribuna - L'Idea Nazionale, e ci rimarrà fino al 25 luglio 1943, sotto la direzione di Roberto Forges Davanzati (fino al 1° giugno 1936), poi da Umberto Guglielmotti.

Nel frattempo, nel 1938 la casa editrice de La Tribuna, che gestisce il quotidiano La Tribuna - L'Idea Nazionale, il supplemento settimanale La Tribuna Illustrata e il settimanale umoristico Il travaso delle idee), viene ceduta alla Confederazione fascista degli agricoltori e, nel 1942, alla Banca Nazionale dell'Agricoltura.

Tra i collaboratori fissi del quotidiano va segnalato Arnaldo Frateili (semplificato in Fratelli) per la rubrica di critica letteraria, teatrale e cinematografica, essendo lui stesso scritture (per l'editore Valentino Bompiani, continuando anche nel successivo dopoguerra) e avere partecipato al periodo del cinema muto negli anni Venti.

 

Dal 27 luglio al 14 settembre 1943 il Minculpop (Ministero Cultura Popolare) autorizza la continuazione del quotidiano, sotto la direzione di Giovanni Armenise. Dal 15 settembre 1943 la RSI (Repubblica sociale italiana) pone alla direzione del giornale Gerardo Puja (fino al 17 dicembre), poi Vittorio Curti (fino a giugno 1944).
Con la Liberazione di Roma il 4 giugno, le pubblicazioni del quotidiano vengono sospese il 7 giugno 1944 per delibera dell'APB (Allied Publication Board, sezione del PWB) delle truppe alleate.

 

LA TRIBUNA DEL POPOLO

Il quotidiano ritorna in distribuzione il 6 febbraio 1945 con la nuova testata autorizzata La Tribuna del popolo diretta da Gaetano Natale, ma chiude definitivamente il 1° dicembre 1946.

 

In questo periodo anche La Tribuna illustrata diventa L'Italia illustrata, ma continuerà una vita propria dal 1946 fino al 1969.