Fulvio BianconiNasce a Padova (Italia) il 27 agosto 1915. Fin da giovane mostra predisposizione per il disegno. Frequenta la Scuola 'arte dei Carmini a Venezia e trova lavoro come decoratore, a bottega da Michele Pinto.Si sposa con Bruna e hanno la prima figlia, Maria. Nel 1933 Dino Villani lo introduce al lavoro grafico presso le case editrici milanesi di Arnoldo Mondadori e di Federico Motta. Arruolato nel periodo della guerra, nel 1944 a Roma scampa fortunosamente, aggrappandosi al cornicione della casa in cui abita, alla retata nazista che segue l'attentato di via Rasella. A Milano, nella città obiettivo dei bombardamenti alleati, schizza a penna immagini che fissano la memoria di alcuni momenti. Ma è dopo la fine della guerra, nel 1945, che raccoglie in volume cinquanta "Vedute e panorami di Milano", "aperti come scatole per chiarezza e brevità": grandi immagini a penna che fissano con straordinaria efficacia altrettanti luoghi cittadini e, insieme la vita stessa della città e della sua gente. Il prezioso volume, tirato da Görlich in cinquecento esemplari (più 25 speciali) è un capolavoro di efficacia comunicativa, una testimonianza unica di quei giorni e della vitalità di Milano che risorgeva. Per la Gi.Vi.Emme disegna i nuovi flaconi di profumo. Nel 1947 nasce la seconda figlia, Musetta. Lavora come grafico per le maggiori case editrici e fin dai primi anni Cinquanta collabora con la casa editrice Garzanti firmando, fino al 1975, copertine di libri, collane (come Garzanti per tutti) e promozione pubblicitaria, come direttore artistico. Tra i titoli illustrati troviamo nel 1962 la prima edizione di "Il treno del sole" di Renée Reggiani (Garzanti, 12 novembre 1962), un "romanzo per ragazzi" che verrà ripubblicato in continuazione, anche con altri illustratori, pietra miliare della narrativa italiana. Lavora inoltre all'immagine grafica per aziende come FIAT, Marzotto, Pirelli, Rai, HMV e altre società. Muore a ottant'anni a Milano (Italia) il 14 maggio 1996. | ||
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