Vittorio PODRECCA---
Nel 1914 crea a Roma, in piazza Santi Apostoli, un teatrino di marionette che riscuote immediato e duraturo successo: "I piccoli" di Podrecca diventano famosi e continuano le rappresentazioni fino al 1936. Poi arrivano le persecuzioni razziali da parte del regime fascista e il teatrino emigra in Argentina, dove "Los piccoli" rinnovano il loro successo e lo aumentano nel tempo.
Il repertorio è vastissimo: dalle fiabe di Gozzano (alle quali assistettero Puccini, Giordano, Cilea, Mascagni, Boito e Bossi) a "La tempesta" di Shakespeare, "Barbouillé" di Molière, "La serva padrona" di Pergolesi, "Il combattimento di Clorinda e Tancredi" di Monteverdi, "Don Giovanni" di Mozart, "La gazza ladra" di Rossini...
Bernard Shaw e H.G. Wells, con il Times, l'Observer e il Daily Mail scrivono che dai balletti di Diaghilev non si era vista una compagnia così fusa come quella di Podrecca.
Nel 1951 scrive a Carlo Terron:

I piccoli stanno bene. Sono già più di 1.200, oltre ai 25 fra tecnici, artisti lirici e attori in carne e ossa; il vecchio pianista è più arzillo che mai e ha per compagno uno zazzeruto violinista che minaccia di fargli una seria concorrenza; Greta Garbo è più pallida e più fatale di prima. In Argentina sono già stati applauditi da più di un milione di spettatori. Abbiamo festeggiato la venticinquemillesima rappresentazione. (da Il Dramma 1951;143:53)

E nell'ottobre dello stesso anno ritorna a Genova, per rivedere l'Italia con i suoi "piccoli".

 

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  • Carlo Terron. "Ritornano I piccoli di Podrecca" in Il dramma n. 143 (15 ottobre 1951).