MAUSStati Uniti, 1980 / storia, olocausto / Art Spiegelman
Creata nel 1980 da Art Spiegelman e apparsa su Raw (una sua importante rivista di fumetti e grafica d'avanguardia) la storia di "Maus" ("topi") è salutata come un capolavoro non soltanto dalla stampa specializzata ma anche da prestigiosi quotidiani statunitensi come il New York Times e il Washington Post.
Storia di base autobiografica, racconta di Vladek Spiegelman – un ebreo sopravvissuto al nazismo che ha trascorso lunghi anni vivendo con il terrore continuo dell'arresto e del tradimento prima di riuscire a mettersi in salvo con la moglie – e di suo figlio, un autore di fumetti, che tra rapide visite e futili litigi cerca di trovare un non facile punto di incontro col padre e con la terribile vicenda vissuta da lui e dalla sua famiglia.
Muovendosi avanti e indietro dalla Polonia degli anni Trenta alla New York dei giorni nostri, Spiegelman dà corpo e vigore agli avvenimenti, spogliandoli di ogni elemento di routine e raggiungendo la grandezza della tragedia con grande efficacia narrativa, sia nei testi privi di retorica sia nei disegni in efficace bianco e nero. In questa storia i nazisti sono gatti e gli ebrei topi, ma ai lettori basta un solo attimo per capire che i gatti e topi da fumetto non c'entrano: queste maschere quasi inespressive lasciano invece maggiore spazio alla riflessione, eliminano la facile emotività e consentono di cogliere l'essenza dei fatti, l'universalità dei sentimenti e dei comportamenti, ancora più intensi nelle scelte minimaliste della narrazione, quasi estranea alla storicità di tanta tragedia.