VALENTINAItalia, 1965 / avventura, erotismo, costume / di Guido Crepax
Valentina Rosselli, fotografa milanese, appare nella terza puntata de "La curva di Lesmo", una storia di fantascienza scritta e disegnata da Guido Crepax e pubblicata nel 1965 sulle pagine della neonata rivista Linus. L'avventura è la prima di una serie incentrata su Neutron, alias Philip Rembrandt, un critico d'arte e investigatore dilettante dotato di uno sguardo paralizzante capace di rallentare o addirittura fermare il tempo, e Valentina è la sua fidanzata. Ma nel giro di pochi numeri, dal classico ruolo di spalla cui sembrava destinata, anche se notevolmente più libera e disinibita della maggior parte delle eroine che l'hanno preceduta, Valentina diviene la vera protagonista, retrocedendo Philip a comprimario e facendogli abbandonare, salvo rarissime occasioni, i suoi eccezionali poteri. Tra i due si instaura un rapporto arioso, passionale, assolutamente libero dalla competitività e dalle prevaricazioni del tradizionale rapporto di coppia.
Spregiudicata, curiosa, intellettuale, Valentina può quindi scorrazzare in piena libertà nel suo mondo onirico, soggetta ai più deliranti incubi. Philip è un partner discreto e comprensivo, per nulla geloso del maggior successo della sua compagna e non dimostra di prendersela troppo per le sue scappatelle sentimentali.
Ispirata a Louise Brooks (la sensuale Lulu nel film di Pabst del 1928), la diva del muto che meglio ha incarnato un certo genere di ideale femminile fra la metà degli anni Venti e la fine degli anni Trenta, Valentina ne riprende l'aspetto, il taglio di capelli a caschetto e l'ambiguità un po' legnosa.
Il segno dell'artista, dalla grafica sofisticata e colta, si esprime inizialmente in soluzioni che si rifanno alla optical art e diventano fumetto passando attraverso sequenze tipicamente fotografiche, scatti multipli, inquadrature di dettagli. Molte tavole sono appunto dei collage di close-up suggestivi, ingrandimenti di particolari dove le poche linee, i contrasti di bianco e nero, ricordano il provino fotografico e il ritaglio, come nelle sequenze di "Blow-up" (film di Antonioni del 1966).
Il mondo chic di una borghesia ricca e sfaccendata, di ambienti "impegnati" visitati anche da Fellini e Antonioni, ma con una matrice molto milanese, fa da scenografia a un fumetto che punta sempre di più sulla sensualità e sulla dimensione onirica.
Con il tempo anche il disegno diventa meno descrittivo, i bordi delle vignette tendono a scomparire, l'artista segue più la successione dei propri pensieri che una trama prefissata. Il vertice è forse raggiunto da "Lanterna magica" (1979), un intero volume senza parole, fatto di rivisitazione della vita e delle fantasie passate.

 

MEDIA Largamente utilizzata in pubblicità e per disegni su foulard, asciugamani e camicette, Valentina non ha fortuna sullo schermo: il film "Baba Yaga" (1973) viene contestato dal regista Corrado Farina per i tagli operati dal produttore. Nella seconda metà del 1989 fa scalpore l'interpretazione della fotomodella Demetra Hampton in una serie di telefilm italiani creati sul personaggio, ma il rapporto tra la Valentina di Crepax e quella televisiva va poco oltre il nome.

 

In alto a sinistra: la prima apparizione di Valentina nel 1965 (© by Guido Crepax)



vedi anche BIBLIOGRAFIA dei volumi di Guido Crepax