| Emilio SALGARI | 1862-1911 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Nasce a Verona (Italia) il 21 agosto 1862. Esordisce nel 1883 su La Nuova Arena di Verona con il romanzo "La tigre della Malesia", cui fa seguito il volume "La favorita del Mahdi" pubblicato dall'editore Guigoni, a Milano, nel 1887. Nel 1892 si sposa con l'attrice teatrale Ida Peruzzi, da cui avrà quattro figli. Si trasferisce a Torino dove lavora per l'editore Speirani, pubblicando una trentina titoli tra il 1892 e il 1898. Nel 1897 il re, Umberto I, lo nomina cavaliere della Corona. Nel 1898 si trasferisce a Genova e comincia a lavorare per Antonio Donath. Nonostante il succeso delle sue opere, consistenti in oltre duecento romanzi e numerosi racconti, la sua vita è un inferno: non sa gestirsi economicamente, è oppresso dai debiti e la moglie, impazzita, ha bisogno di cure e assistenza. Lo scrittore disperato e in depressione viene salvato da un primo tentativo di suicidio nel 1910, ma l'anno seguente si dà la morte tagliandosi il ventre e la gola secondo il suicidio rituale dei samurai, lasciando una lettera per i figli e una per gli editori, indicando nella loro avidità la causa della sua morte e chiedendo loro di pagare almeno il suo funerale. Muore in questo modo, neppure cinquantenne, a Torino (Italia) il 25 aprile 1911. Si moltiplicano le edizioni dei suoi libri, dopo la sua scomparsa, a cominciare dalla collane della milanese Casa Editrice Sonzogno. Numerose sono le trasposizioni a fumetti di romanzi e racconti salgariani. Numerose anche le pellicole cinematografiche, fin dal 1920.
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