Joaquín Salvador LAVADO (Quino) 1932-2020

Quino

Nasce a Mendoza (Argentina) il 17 luglio 1932. Figlio di emigranti spagnoli, pubblica le sue prime vignette nell'ottobre del 1954, mentre ancora studia all'Istituto d'arte di Buenos Aires.
All'inizio degli anni Sessanta dà vita (per un'industria di elettrodomestici, che dovrebbe utilizzarla in una campagna pubblicitaria) a Mafalda, una bambina con i piedi per terra e che vive a stretto contatto con i mass media. L'irriverente e acuta ragazzina, protagonista di indimenticabili strisce sospese tra satira sociopolitica e umorismo familiare, è considerata da alcuni la risposta latinoamericana ai Peanuts di Schulz. Inizialmente influenzato da Disney e da Divito, nella costruzione del personaggio sa differenziarsi e innovarsi felicemente.
Il personaggio, inizialmente rifiutato, anche se non è ancora così provocatorio e impegnato come sarà in seguito, sarà pubblicato su quotidiani, riviste e libri (oltre alla vasta produzione di merchandising e ai cortometraggi d'animazione) un po' in tutto il mondo a partire dal 1962, diventando popolarissima.
Viene rappresentato da un agente importante come Marcelo Ravoni (creatore a Milano, con la moglie Coleta Goria, dell'agenzia Quipos) che ne traduce anche tutti i testi in italiano e cura la sua diffusione nel mondo. L'abitazione milanese dell'autore è per molti anni nello stesso palazzo che ospita l'agenzia e dove abitano i Ravoni, nella centrale via Ariberto.
Quino in volumi Bompiani
1970Mondo Quino
1973Lei non sa chi sono io
1976Bene, grazie, e lei?
1978Capirà, caro lei!
1978Tutta Mafalda
1982Né arte né parte
1987Noi due
1988Quinoterapia
1990Tutti sulla stessa barca
1990Mafalda 25
1991Peccati di gola
1992Uomini si nasce
Nel 1973 l'autore preferisce sospendere la realizzazione del suo personaggio, dopo averne realizzato quasi duemila strisce, per non rischiare una inevitabile ripetetitività oltre che per potersi dedicare completamente ai suoi efficaci cartoons, minuziose tavole piene di ironia che hanno in genere per bersaglio la stupidità, la burocrazia, i miti della società dei consumi e le comunicazioni di massa.
L'autore divide la sua presenza tra Milano, Parigi e Buenos Aires, fino al definitivo ritiro nella natale Argentina.
Muore a Mendoza (Argentina) il 30 settembre 2020.