POPEYE (Braccio di ferro) USA, 1929 / umorismo e avventura / Elzie Crisler Segar; Bub Sagendorf, ecc.

Popeye (Braccio di ferro)

Coraggioso e ingenuo quanto rissoso e irascibile, Popeye (ribattezzato subito Braccio di ferro in Italia) fa capolino il 17 gennaio 1929 nella serie di Elzie Crisler Segar intitolata "The Thimble Theatre", iniziata il 19 dicembre 1919 e dove già "lavorava" la filiforme Olivia Oyl (Olivia), sua futura fidanzata.
Quel marinaio guercio dalla mascella sporgente e i muscoli a palla conquista subito i lettori, e da semplice comparsa diventa presto il protagonista assoluto della serie. Eternamente fidanzato con Olivia, che vorrebbe essere corteggiata e vezzeggiata dal rude marinaio, lo scorbutico eroe incarna l'uomo leale e deciso che difende le fragili fanciulle e vive straordinarie avventure ai quattro angoli del mondo. Infatti le storie, fino alla morte di Segar avvenuta nel 1938, al di là di un certo gusto per le battute e le situazioni unoristiche, sono prettamente avventurose.
Accanto a lui troviamo altri personaggi entrati ormai nell'Olimpo dei fumetti, come l'ineffabile e insaziabile divoratore di hamburger J. Wellington Wimpy (Poldo Sbaffini), o l'arzillo e scorbutico papà Poopdeck Papy (Braccio di legno), identico a lui se non fosse per un'ispida barba bianca e la dichiarata veneranda età. Olivia e Popeye devono badare anche al piccolo Swee'pea (Pisellino), trovato un giorno davanti alla porta di casa, e il quadretto casalingo è completato da Eugene the Jeep (Eugenio il Gip), un animaletto della quarta o quinta dimensione capace di predire il futuro e di diventare invisibile, che darà il nome all'automobile fuoristrada dell'esercito durante la Seconda guerra mondiale.
Il nostro fortissimo marinaio ricorre, in casi estremi, agli spinaci come a una pozione magica in grado di infondergli istantaneamente una forza da supereroe che gli consente di abbattere energumeni barbuti e prepotenti, Bluto in testa, che sembrano usciti dalle comiche di Charlot. E questo potere attribuito agli spinaci, del tutto casuale e immeritato, incentiva talmente il consumo dell'ortaggio tra i bambini (con il solo inconveniente che qualcuno cerchi di aprire la scatola con i denti), che i produttori riconoscenti innalzano all'eroe un monumento a Crystal City, in Texas.
Dopo Segar le avventure di Popeye sono continuate da Tom Sims e, più tardi, da Ralph Stein per i testi, mentre i disegni sono affidati a Doc Winner prima e a Bill Zaboly poi, perdendo il loro originario mordente e diventando quasi esclusivamente umoristiche.
Bud Sagendorf si occupa con passione delle strisce quotidiane e delle tavole domenicali di questa serie dal 1958, infondendole nuova vitalità. Dopo quasi trent'anni, nel 1986 le strisce passano a Bobby London mentre Sagendorf si dedica alle tavole fino alla sua morte, sopravvenuta nel 1994.
In Italia, pubblicato già negli anni Trenta, Braccio di ferro gode di larga popolarità. Negli anni Cinquanta l'editore Renato Bianconi, su licenza KFS, affida ai suoi autori italiani un restyling del personaggio mirato al pubblico dei ragazzi e a un'edizione in formato libretto sull'onda del successo di Topolino. Il successo è importante e le storie italiane, prodotte e più volte ripubblicate per almeno cinquant'anni, sono acquistate anche da editori di altri paesi.

 

MEDIA Nel 1933, al suo esordio sullo schermo, Popeye deve accontentarsi ancora una volta del ruolo di comparsa, accanto alla provocante e maliziosa Betty Boop. Ma subito dopo diventa protagonista di oltre duecento cortometraggi a disegni animati, dal 1933 al 1957, a partire da quelli realizzati dai fratelli Max e Dave Fleischer. Non avrà invece particolare successo il film "Popeye" della Disney, con attori in carne e ossa, interpretato nel 1980 dalla indovinatissima coppia Robin Williams e Shelley Duval.