DONALD DUCK (Paolino Paperino)Stati Uniti, 1934 / umorismo, avventura / Ub Iwerks; poi Al Taliaferro, Carl Barks, eccetera
Nevrotico e permaloso, collerico e maldestro, sfortunato, perseguitato dai creditori e penalizzato da una voce impossibile (pare che l'idea del papero sia venuta a Disney proprio sentendo per radio delle imitazioni di Clarence Nash), e tuttavia mai disposto ad arrendersi di fronte alle avversità, Donald Duck (Paperino in Italia) racchiude in sé debolezze e difetti comuni a tutti, ed è forse per questo il più vero, il più umano e il più credibile degli eroi disneyani.
Appare per la prima volta nel cortometraggio animato del 1934 "The Wise Little Hen" ("La gallinella saggia"), una Silly Simphony, e fa qualche anno di gavetta lavorando accanto al già famosissimo Mickey Mouse (Topolino in Italia), sia nel cinema che nel fumetto.
Nel 1937, mentre negli Stati Uniti nessuno ha ancora pensato a proporlo come protagonista di lunghe storie umoristico-avventurose, il personaggio viene "scoperto" e lanciato in Italia da Federico Pedrocchi, direttore artistico del settimanale Topolino, come star di un nuovo settimanale intitolato al suo nome. La Mondadori, che dall'agosto 1935 pubblica in esclusiva i fumetti disneyani, invia dunque alla Disney alcune tavole della prima storia, interamente realizzata da Pedrocchi (testo e disegno), "Paolino Paperino e il mistero di Marte", chiedendo di poter utilizzare i personaggi disneyani in storie scritte e disegnate nel nostro Paese. L'autorizzazione, subito concessa (e sarà riconfermata dopo l'interruzione bellica), getta le basi di una produzione italiana di assoluta eccellenza.
Dopo l'inizio dell'esperienza italiana, il personaggio diventa protagonista anche in patria in strisce quotidiane (dal 1938), in tavole domenicali (dal 1939, realizzate da Bob Karp (testi) e Al Taliaferro) (disegni), con una propria serie di disegni animati e nei comic book.
Durante la Seconda guerra mondiale è già popolarissimo, e Walt Disney lo mette a disposizione del ministero del Tesoro per la propaganda al prestito di guerra.
Si avvia a diventare stella di prima grandezza nel 1942, quando viene "adottato" da Carl Barks, che se ne occuperà per 25 anni caratterizzandolo sempre di più e sfruttandone al massimo la versatilità, oltre a fargli vivere centinaia di brevi storie ricchissime di trovate umoristiche e decine di lunghe avventure nei quattro angoli del mondo. L'autore, infatti, dà vita a un personaggio a tutto tondo, modellandolo un po' a propria immagine e somiglianza e mettendo nelle storie le sue esperienze e i suoi sogni, le sue simpatie e antipatie.
  • P. Marovelli, E. Paolini, G. Saccomano. "Introduzione a Paperino - la fenomenologia sociale nei fumetti di Carl Barks". "Sansoni Saggi" n.31, G.C. Sansoni, Firenze, 1974. Presentazione di Claudio Carabba.
  • Ariel Dorfman, Armand Mattelart. "Come leggere Paperino - ideologia e politica nel mondo di Disney". "I nuovi testi" n.35, Feltrinelli, Milano, 1972. Il libro è la traduzione di "Para leer al Pato Donald", Ediciones Universitarias de LValparaiso, Cile, 1971.
  • Ariel Dorfman, Armand Mattelart. "Donald l'imposteur - ou l'impérialisme raconté aux enfants". Editions Alain Moreau, Parigi, 1976. Prefazione e traduzione: "Disney chez les Gallo-ricains" di Michèle Matteleart.