Carlo BISCARETTI DI RUFFIA (CBiscaretti)1879-1959
Nasce a Torino (Italia) nel 1879. Figlio di Roberto Biscaretti (primo presidente dell'Automobile Club di Torino e co-fondatore della FIAT), è fin da giovanissimo appassionato di automobili, una passione che riuscirà brillantemente a far coesistere con la sensibilità artistica, un senso umoristico raffinato e un segno elegante.
A diciannove anni è tra i fondatori dell'Automobile Club di Torino.
Nel 1899 si classifica secondo alla corsa di velocità Verona-Mantova-Brescia-Verona, dietro a Ettore Bugatti, e nel 1901 partecipa con il padre Roberto, Edgardo Longoni (giornalista della Stampa) e Felice Nazzaro (futuro grande pilota della Fiat) al 1° Giro automobilistico d'Italia (27 aprile-13 maggio). L'anno seguente prende la patente.
Si laurea in giurisprudenza nel 1906 e lavora per qualche tempo in aziende commerciali di Genova e di Roma, nel settore ciclo, motociclo e automobile. Rientra infine a Torino nel 1908 e si dedica al disegno artistico e tecnico, specializzandosi nella raffigurazione del disegno meccanico, con particolare abilità nel disegno esploso.
Si cimenta nel frattempo volentieri anche nel disegno satirico e umoristico, sia nella pubblicità, sia sul giornale satirico Numero; con Pitigrilli (tra i fondatori nel 1914 del celebre settimanale e anche lui laureato in giurisprudenza) realizza l'albo "Le vicende guerresche di Purillo Purilli bocciato in storia" per la torinese Lattes, nel 1915.
Nel 1916 è capo ufficio stampa della Itala Fabbrica di Automobili di Torino, dove lavora alla pubblicità fino al 1930 (la storica azienda, da tempo in crisi, chiuderà nel 1934).
Sono numerose in questo periodo le copertine e le pagine pubblicitarie dell'autore realizzate per la Rivista mensile del Touring Club Italiano.
Nel 1929 illustra il libro di Jack La Bolina "Il romanzo di un negriero".
Nel 1933 il Salone dell'automobile gli affida la direzione della prima mostra retrospettiva sull'industria del motore, e in questo contesto nasce l'idea del Museo dell'automobile per il quale l'autore impegnerà da quel momento tutte le sue energie. Raccoglie vetture e documenti per venticinque anni.
Finalmente negli anni Cinquanta viene istituito l'ente che gestirà il museo, e l'autore si dedica anche a una serie di tavole a colori che rappresenteranno la storia della FIAT. Non riesce però a concludere l'opera.
Muore a Ripafratta (Pisa, Italia) nel settembre 1959.
Pochi mesi dopo, nel 1960, il Museo nazionale dell'automobile di Torino viene inaugurato, e nell'atrio dell'importante struttura è esposto un busto in bronzo di Carlo Biscaretti firmato da Marco Bisi.

  • Breve biografia nel vecchio sito del Museo dell'automobile di Torino: www.museoauto.org/storia/biscaretti.htm
  • Donatella Biffignandi. "Carlo Biscaretti di Ruffia - una vita per il museo" in Auto d'epoca, lug-ago 1995. In internet nel nuovo sito del Museo dell'automobile di Torino: www.museoauto.it/mambo/index.php?option=content&task=view&id=95&Itemid=59