Ugo OJETTI1871-1946
Nasce a Roma (Italia) il 15 luglio 1871. Laureato in Giurisprudenza e orientato alla carriera diplomatica, esordisce come scrittore e giornalista, pubblicando a ventun anni un libro di poesie ("Paesaggi", 1892) seguito da un volume di interviste ("Alla scoperta dei letterati", 1894) e iniziando la collaborazione con il quotidiano La Tribuna come inviato in Egitto.
La sua capacità di cogliere, nelle interviste e nelle cronache, gli aspetti essenziali e maggiormente rivelatori di fatti e personaggi, lo fa accogliere con crescente interesse nelle redazioni più importanti e interessanti, da Il Fanfulla della Domenica a La Stampa.
Inizia nel 1898 una lunga e costante collaborazione con il Corriere della sera e con le sue testate periodiche, come La Lettura (dalla sua nascita nel 1901), e arriverà ad assumere la direzione del quotidiano nel 1926-1927.
"Hector Malot e le ingiustizie della fama"
Dal 1904 al 1909 scrive per L'Illustrazione italiana di Emilio Treves, pubblicando settimanalmente la rubrica "Accanto alla vita", poi "I capricci del conte Ottavio" (raccolti da Treves in due volumi "I capricci del conte Ottavio", 1908 e 1909).
Si sposa nel 1905 con Fernanda Gobba e tre anni dopo nascerà la figlia Paola (che sarà a sua volta sceneggiatrice e critica cinematografica).
Volontario nella Prima guerra mondiale, a conflitto concluso fonda a Milano la rivista d'arte Dedalo, che raccoglie prestigiose collaboraioni e consensi su temi d'espressione artistica antica e moderna. Collabora con La fiera letteraria e crea a Firenze la rivista Pegaso.
I diversi "pezzi" per il Corriere della sera saranno raccolti, negli anni, in sette volumi di "Cose viste" (dal 1923 al 1939, ed. Treves, poi Mondadori). Nel 1925 firma il "Manifesto degli intellettuali fascisti" redatto da Giovanni Gentile e un anno dopo è, per un altro anno, direttore del quotidiano milanese.
Tra le numerose iniziative e collaborazioni sviluppate nel corso degli anni Trenta, va segnalata una riduzione dei "Promessi Sposi" a soggetto cinematografico, una base di sceneggiatura su cui verrà costruito il film di Mario Camerini nel 1941.
Aderisce infine alla Repubblica Sociale Italiana, venendo quindi espulso nel 1944 dall'Ordine dei giornalisti ricostituitosi nella Roma liberata. Trascorre gli ultimi mesi di vita nella sua splendida villa "Il Salviatino" sui colli fiorentini.
Muore a Fiesole (Firenze, Italia) il 1° gennaio 1946.