| Olindo GUERRINI (Lorenzo Stecchetti, Mercutio, Argia Sbolenfi, Bepi, Marco Balossardi) | 1845-1916 |
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Nasce a Forlì (Italia) il 14 ottobre 1845, ma da famiglia del paese di Sant'Alberto (Ravenna), che considererà sempre il suo vero paese natale.Si laurea in giurisprudenza a Bologna, ma non farà mai l'avvocato. Letterato e poeta, seguace del Carducci, si esprime in una forma di verismo poetico brillante e arguto, sia in lingua sia in dialetto (romagnolo e veneziano), con spunti satirici di grande intelligenza. Si sposa con Maria e ha due figli, Lina e Guido. Personalità eclettica, pubblica sotto lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti o altri meno noti (Argia Sbolenfi, Mercutio, Bepi). Collabora con giornali e riviste in quantità, e pubblica libri e opuscoli. Critico letterario, viaggiatore, presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Sant'Alberto (dove promuove la costituzione di una biblioteca pubblica), assessore a Ravenna (1873-74), bibliotecario presso l'Università di Bologna. Nel 1881 con l'amico Corrado Ricci coglie l'occasione di una forte polemica tra Giosuè Carducci e Mario Rapisardi, ampiamente riportata dalla stampa, a conclusione della quale il secondo aveva affermato: "Ai detrattori del Lucifero risposi col Lucrezio, ai detrattori del Lucrezio risponderò con la serena concezione del Giobbe". Insieme scrivono quindi il "Giobbe", esilarante poema satirico, variando lo stile e colpendo a destra e manca, prendendo in giro anche se stessi! Il libro, edito da Treves, esce nel 1882 firmato "serena concezione di Marco Balossardi" e crea un mirabile scompiglio nella ridda di ipotesi sull'autore; ovviamente il risultato commerciale è più che soddisfacente. Soltanto nel 1919, tre anni dopo la scomparsa di Guerrini, una nuova edizione pubblicata da Formiggini riporterà i nomi dei due autori, mentre l'introduzione di Ricci farà luce su quali parti sono state scritte da ciascuno dei due spiritosi poeti e le note di Luigi Lodi chiariranno tutte le chiavi di lettura dello storico scherzo. Dal 1882 collabora anche assiduamente con La cronaca bizantina, importante testata del Sommaruga, insieme a Giosuè Carducci. Nel 1883, quando pubblica presso "il più sperticato editore italiano", il romano Angelo Sommaruga, la sua "Biblioteca per ridere", scrive una brillante introduzione in polemica con il "Regolamento organico delle biblioteche governative del regno", firmandosi "Olindo Guerrini, assistente di 2a classe e ff [facente funzioni] di Bibliotecario". Nel 1903 pubblica con Zanichelli un'ampia raccolta delle sue rime, e nel "saluto" introduttivo scrive: "... ora, giunto ormai dove dovrò fermarmi, guardo serenamente la via percorsa e saluto i giovani che mi seguono nel tempo e mi sorpassano nell'arte. Giovani a voi! Non sdegnate di raccogliere questa bandiera ch'io credetti di verità nello scrivere, di libertà e di giustizia nel vivere...". In una dedica autografa al suo libro "Brani di vita" nel novembre 1907 scrive: Fior del saluto / Volevo fare il ben, non ho potuto; / Potevo fare il mal, non ho voluto. Muore a Bologna (Italia) nel 1916.La fotografia, con data e firma autografe di Stecchetti sono parte della documentazione conservata dal Museo Franco Fossati. Oggi una biblioteca in suo nomeA Sant'Alberto (Ravenna, Italia) la casa dove Guerrini ha vissuto è stata trasformata nella Biblioteca "Olindo Guerrini", dopo essere stata donata al Comune di Ravenna da Guido Guerrini, figlio del poeta, destinandola a centro di cultura. Casa Guerrini, disposta su due piani, è stata restaurata e le stanze sono adibite a biblioteca, sala riunioni e le rimanenti sono a disposizione di iniziative ed attività; essa è infatti un centro culturale attivo ed ospita conferenze, mostre, corsi, laboratori, eccetera. L'indirizzo è: Biblioteca Olindo Guerrini, via O. Guerrini 60, 40120 S. Alberto (RA), telefono 0544 529 805, e-mail: guerrini@sbn.provincia.ra.it Bibliografia
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