Ferdinando CARCUPINO1922-2003
Nasce a Milano (Italia) nel 1922. Dopo l'Accademia di Belle Arti, si dedica alla pittura. Durante la seconda guerra mondiale lavora al lungometraggio a disegni animati "La Rosa di Bagdad" (di Anton Gino Domeneghini) insieme a Bioletto, Maraja e un'impressionante schiera di altri grandi artisti.
Dopo qualche breve esperienza nel fumetto (un episodio del Solitario intitolato "Scacco matto a Coe" apparso sul settimanale Dinamite), nel 1946 entra nella redazione veneziana dell'Asso di Picche, della quale fanno parte anche Hugo Pratt, Dino Battaglia e il futuro regista Damiano Damiani: pubblica "Draky, la morte viene con la nebbia", "Billy King e il vampiro", "Lyon, il figlio del vampiro" e "Il figlio della notte".
Produce anche una notevole quantità di illustrazioni per libri scolastici e didattici. Nel 1954 La Settimana umoristica presenta, tra noie censorie, la ragazza di Carcupino, paginone centrale di "Roma by night" dedicato spesso alla corruzione in una capitale brulicante di gente di malaffare, militari e prelati.
Durante gli anni dal 1956 al 1958 illustra tre inserti a puntate da rilegare per il settimanale Epoca di Mondadori: "L'avventurosa storia del West", "Le straordinarie imprese dei pirati" e "I cavalieri dell'avventura". Per lo stesso editore realizza illustrazioni di racconti per il femminile Grazia.
Il ritorno all'erotismo scanzonato avviene nel 1972, con la lunga esperienza sul settimanale La Giraffa, dove crea copertine con suggestive pin-up. Viene anche incaricato dalla Edifumetto di realizzare le copertine per i pocket I Notturni, Sexy Favole, Lo Scheletro, Il Vampiro.
Dalla seconda metà degli anni Ottanta illustra il Calendario di Padre Indovino.
Si dedica particolarmente alla pittura, e in questo periodo vengono organizzate molte mostre del suoi quadri.
Nel novembre 1999, nel corso del XXIII Salone Expocartoon gli viene assegnato il "Premio Caran D'Ache, una vita per l'illustrazione".
Muore a Milano nel 2003.
  • Revisione ANU – Associazione nazionale umoristi, 2004.