Antonio TERENGHI1921-2014
Nasce ad Alano di Piave (Belluno, Italia) il 31 ottobre 1921. Esordisce nel mondo dei fumetti come calligrafo, in gergo "letterista", cioè facendo il lettering dei fumetti. Arruolato a vent'anni e poco dopo fatto prigioniero dagli inglesi in Africa, rientra in Italia alla fine della Seconda guerra mondiale, riprendendo a collaborare come letterista con vari editori, e soltanto nel 1951 pubblica su Gaie Fantasie (ed. Alpe) i fumetti di Poldo e Poldino.
Nel 1952 inizia una lunga collaborazione con la Casa Editrice Universo dando vita a diversi personaggi (Nuto l'astuto, Ademaro il corsaro, Nita la svampita, Gastone il pigrone, eccetera) tra i quali emerge ben presto lo sceriffo Pedrito el drito, in assoluto il primo eroe spaghetti-western, destinato a diventare una delle serie più popolari del fumetto italiano.
Tra i numerosi personaggi creati in seguito da questo prolifico autore meritano di essere ricordati almeno Tarzanetto (realizzato nel 1954 per la Dardo e ripreso all'inizio degli anni Settanta sul Corriere dei piccoli) e Teddy Sberla, giornalista di cronaca in eterna lotta con il suo direttore, creato per le edizioni Alpe. Senza dimenticare Piccola Eva, nata negli Stati Uniti nella prima metà degli anni Cinquanta: quando la serie statunitense (molto interessante ma durata poco tempo) non può più alimentare le esigenze del Monello, l'editore cerca un autore italiano in grado di realizzare nuove storie e indice una specie di gara-concorso; Terenghi, uscitone vincitore, continuerà con successo il personaggio per una quindicina d'anni.
Crea in seguito, soprattutto per le edizioni Alpe, decine di personaggi come Poldo e Poldino, l'indianino Caribù dalla testa durissima, Mac Keron, Gionni e Geppina (una jeep umanizzata).
Lavora per oltre cinquant'anni con lo stesso entusiasmo, amatissimo dai suoi lettori e dai colleghi. Tuttavia a settant'anni si ritrova privato delle migliaia di tavole prodotte per la Universo e per le edizioni Alpe, e quindi è in difficoltà a far pubblicare da altri editori interessati la sua produzione di tanti anni. Cerca di rientrare in possesso di diritti e di originali ma invano (come del resto molti altri autori, da Lina Buffolente a Walter Molino), non potendo sostenere lunghe e costose battaglie legali.
I suoi lavori degli anni Duemila vengono pubblicati da editori amatoriali, ma anche da Silver (come "Obeso è bello" nell'Almanacco della ciccia di Lupo Alberto), Sergio Bonelli ("Pedrito el Drito" nella preziosa collana I grandi comici del fumetto, su testi di Alfredo Castelli). Nel 2001 illustra "L'orsetto Tuttovaben e la gallina Scopaviola", racconto per bambini di Lucia Spezzano (Edizioni Leprotto, Vedano Olona, Varese). Nel 2002 crea la serie a fumetti del Pianeta Niep, e due episodi sono pubblicati da E' - enigmistica giovani, effimera pubblicazione della BRAMA; vi riappare tra l'altro Teddy Sberla, il reporter del Singhiozzo della Sera.
Negli ultimi anni della sua vita resta prevalentemente in casa, con difficoltà di deambulazione, accanto alla compagna di tutta la vita, la moglie Natalina Luceri, anche lei in gravi difficoltà fisiche, confortati entrambi dall'affetto e dall'assistenza della figlia Rosachiara.
Le condizioni di salute non gli consentono neppure di partecipare alla mostra omaggio che gli viene tributata alla Ghignata del 2005.
Due anni dopo Natalina, anche Antonio muore, a Milano (Italia) il 26 ottobre 2014, poco prima di compiere 93 anni.

 

In alto a destra: Antonio Terenghi fotografato alla Terrazza Martini di Milano nel 1978, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Salone del fumetto "GULP-MI78" (archivio Studio Metropolis/Museo Franco Fossati).

  • Umberto Volpini (a cura di). "Intervista ad Antonio Terenghi" in WOW n. 21 (ottobre 1978).
  • "Portfolio Terenghi" in "La borsa del fumetto" n.3, Milano, settembre 1979, suppl. a I fumetti amatoriali (Luigi F. Bona Editore).
  • Cataloghi "Ghignata" 1991, 1993 e seguenti
  • "Antonio Terenghi" portfolio. La Borsa del Fumetto, Milano, ottobre 2005 (in occasione de La Ghignata, a Muggiò).