Luigi Arnaldo VASSALLO (Gandolin, Macrobio, Elio Staleno)1852-1906
Nasce a Genova il 30 ottobre 1852. Ancora molto giovane, con Vittor Gaetano Grasso e Giacomo Dall'Orso dà vita al foglio La maga, repubblicano e rivoluzionario (che per sfuggire ai sequestri e alla censura cambia spesso nome in La strega o Il mago), del quale erano insieme giornalisti e attacchini. Esordisce quindi, in senso più professionale, nell'Unità italiana diretto da Maurizio Quadrio. Per un periodo di tempo è a Sanremo, a dirigere L'avvenire.
Nel 1876, a 23 anni, pubblica "La battaglia di Legnano", romanzo storico nel settimo centenario dello storico evento (29 maggio 1176], riccamente illustrato da Domenico Torti, per i tipi del Regio Stabilimento Lavagnino di Genova. Nel 1877 torna quindi a Genova e dà vita per l'editore Ludovico Lavagnino al Mondo illustrato.
Elia Schiaffino, primo redattore capo del Caffaro, giornale genovese diretto da Anton Giulio Barrili, introduce Vassallo come cronista (assume qui lo pseudonimo di Macrobio, dal nome dello scriba di Caffaro); i suoi pezzi arrivano anche alla stampa italiana di Argentina, Brasile e Stati Uniti.
Sempre al centro dell'attività politica, entrato nella disputa tra garibaldini e mazziniani, viene ferito in un duello alla pistola e si salva per miracolo. La sua ascesa è continua, e contribuiscono non poco i suoi "pupazzetti" ("tasselli di legno di pero spalmati di biacca sui quali disegnava, e poi venivano incisi", come spiegherà Morando), che illustrano le sue corrispondenze. Compare ogni tanto in redazione il figlio Naldino.
Scrive di tutto, anche delle riunioni dell'Associazione segreta per la cretinizzazione universale, che si sarebbe costituita a Genova al caffè Rolla di via Luccoli (nel palazzo Marini), indicato come l'unico caffè genovese a tenere l'abbonamento al Charivari parigino e ai Fliegende Blatter bavaresi.
Quando il Barrili si allontana dal Caffaro, senza abbandonarlo definitivamente, Vassallo ne diventa come un direttore interinale; poi si trasferisce a Roma come corrispondente del giornale, firmandosi Elio Staleno (dal nome di un patrizio romano che visse a Genova e che era rivissuto in un romanzo di Barrili.

Fanfulla
A Roma scrive anche per altri giornali, come il Messaggero (fondato nel 1878). Frequenta il Fanfulla (diretto da Avanzini nella nuova sede romana di via Uffici del Vicario). Tra i collaboratori del giornale ci sono Vamba (Luigi Bertelli) e Yorick (l'avvocato Piero Ferrigni).

Capitan Fracassa
Nella primavera del 1880, a un tavolo del caffè romano Morteo (sul Corso, a breve distanza da piazza Colonna), ritrovo abituale di "deputati, giornalisti, giovani fortificati dalla fede nel proprio avvenire; vecchi che in dignitosa compostezza portavano il peso di una gloria goduta; finanzieri, imprenditori, signore eleganti e anche belle; tutta una folla serena nella certezza di stare conquistando la sua parte di sole" (Luigi Lodi, op. cit.), quattro amici decidono di fondare un nuovo giornale. Sono Federico Napoli, Gennaro Minervini, Giuseppe Turco e Luigi Arnaldo Vassallo. Due banchieri garantiscono di anticipare le necessarie 20.000 lire, cifra giudicata largamente sufficiente, e a Vassallo è data la direzione del neonato Capitan Fracassa. Secondo il racconto che ne farà Luigi Lodi, in un mese tutto è pronto: la sede è al piano superiore del caffè Morteo, la tipografia sarà la stessa dell'Opinione, e lo staff di redattori e collaboratori è valido ed entusiasta. Tra le firme del Capitan Fracassa si troveranno anche Matilde Serao [Chiquita], un giovanissimo Gabriele d'Annunzio [Mario de' Fiori], Edoardo Scarfoglio [Papavero], Edmondo de Amicis, Cesare Pascarella.
Il giornale nasce con un programma di sinistra, ostile ad Agostino Depretis e alla sua politica "trasformista" (il termine viene coniato per il suo governo) e indirizzato a costruire una democrazia parlamentare rispettosa della legalità. La sua posizione era inoltre decisamente ostile all'intervento militare di colonizzazione dell'Eritrea.
Ma il giornale è soprattutto Gandolin. "E' un tipo di giornalista che mancava fra noi; il reporter", confida un giorno Enrico Panzacchi a Luigi Lodi, il quale ne ricorderà così la giornata-tipo: "Arrivava al Fracassa, quantunque per lo più andasse a letto molto tardi, nelle prime ore del mattino e si metteva a disegnare i pupazzi per la giornata; allora si disegnavano sul legno. Poi assegnava gli argomenti ai redattori, d'ordinario pochi, che si ritrovavano in ufficio. Quindi, al ritorno dalla colazione, si metteva a scrivere l'articolo, occupandovi circa tre ore. Nel pomeriggio andava in tipografia per correggere le bozze; e dopo questa correzione laboriosa, preparava la corrispondenza al Caffaro, che pure doveva partire col treno della sera. Prima della mezzanotte era di nuovo in ufficio".
Alla fine del 1883 lascia il giornale e ritorna a Genova.

Il Pupazzetto
Estratto dal primo numero
de Il Pupazzetto
(gennaio 1886)
In uno dei primi frequenti rientri alla capitale dà vita a un opuscolo mensile tutto scritto e disegnato da lui, il Pupazzetto, e del primo numero se ne vendono molte migliaia di copie. La "rivista illustrata" esce da gennaio 1886 a dicembre 1887, a 20 centesimi a numero (50 centesimi gli speciali), spesso con un tema fisso; in copertina è ben visibile la data, ma l'assenza di numerazione rende ardua una ricostruzione rigorosa del pubblicato. Nel dicembre 1887 è infine affidato a un numero speciale "Il pupazzetto gravido - i misteri del giornalismo" il compito di annunciare l'uscita di un nuovo giornale, il Don Chisciotte. L'interesse di questo numero del Pupazzetto è grande: Gandolin dipinge il mondo del giornalismo con un'efficacia e un senso umoristico davvero straordinari, un testo da antologia.
Estratto
da Il Pupazzetto spagnolo:
"Sulla rambla"
Con il titolo "Il pupazzetto spagnolo", "tedesco", "francese" usciranno e saranno più volte ristampate le raccolte delle corrispondenze gandoliniane illustrate.
Nel febbraio del 1889 il giornalista si lascia "costringere" dai suoi amici del Don Chisciotte a far ritornare il Pupazzetto, almeno per un numero. Si fa ritentare almeno nel novembre del 1890, quando pubblica "Il pupazzetto parlamentare", un numero un po' più corposo (fogliazione raddoppiata), galleria eccezionale di ritratti dei rappresentanti del popolo, scritti e spesso disegnati con maestria.

guida a IL PUPAZZETTO
rivista mensile illustrata
1886-1890
Il Pupazzetto riprendrà ad apparire, settimanalmente, a Roma nel nuovo secolo a cura di Yambo per i tipi di G. Scotti e C. (già editori dal 1899 del settimanale per bambini Novellino e dei libri di Yambo).

Don Chisciotte
Nell'ottobre 1887 Gandolin aveva comunicato a Lodi, Febea, Vamba e Cimone (che lavoravano per il Capitan Fracassa) l'intenzione di fondare un nuovo giornale; altre firme del vecchio giornale ormai in declino si sarebbero poi aggiunte alla testata nascente. Il 20 dicembre 1887 nasce così a Roma il quotidiano Don Chisciotte, con sede in via della Colonna; si pubblica al mattino (mentre tutti gli altri escono la sera). "Specialmente nei primi mesi non mancavano le ore dure; l'ufficio era illuminato la sera da candele, infilate entro bottiglie e anche bicchieri. Tuttavia non si perdeva la fiducia. A mantenerla contribuì il fatto di poter disegnare non più su legno, ma direttamente sullo zinco. Cesare Pascarella, che illuminava del suo sorriso animi e ambienti, un giorno arrivò con una trovata; la trovata della Striscia, cioè una illustrazione che si stendeva per tutte e quattro le colonne del giornale".

Schizzo originale di Gandolin per uno
dei suoi pupazzetti. Conservato
dalla Fondazione Franco Fossati.

In appendice si pubblicherà tra l'altro in primo lavoro di Matilde Serao, il romanzo "La conquista di Roma".
Ricorderà ancora Luigi Lodi: "Il Don Chisciotte segnava ancora, dopo il Fanfulla e il Fracassa, un passo avanti: era effettivamente un quotidiano illustrato; molto e bene illustrato. Con ciò gli inizi furono duri. E fu ancora Gandolin a sfondare la resistenza del pubblico; la sfondò riferendo di una rappresentazione data dagli studenti universitari al teatro Rossini. Quella mattina, con quel resoconto, che occupava una pagina intera, si vendettero in città per la prima volta, più di quattromila copie. E da allora si andò avanti".
Il successo e l'importanza del giornale è crescente: "Aveva imboccata una ben definita linea politica; era all'opposizione prudente, garbata, senza astio per nessuno; e anche senza legami con questo o quel gruppo. La Estrema Sinistra – di allora – gli era grata e la Destra dissidente gli faceva la corte..." (Lodi, op. cit.).
Quando però il figlio ancora giovinetto di Vassallo muore, il giornalista ne subisce un colpo fortissimo, che segnerà il resto della sua vita.
Ritorna a Genova, rientrando a Roma saltuariamente e per definire un nuovo assetto proprietario del giornale e il suo rilancio con l'ingresso di tre finanziatori, che dopo qualche tempo, però, pretendono che il nuovo governo finanzi metà della testata. Gandolin e i giornalisti rifiutano il pasticcio e l'ipotesi di un sussidio ministeriale. La dichiarazione ufficiale "Con questo numero i sottoscritti lasciano la direzione e la redazione del giornale" viene sottoscritta da tutti, e il Don Chisciotte cessa le pubblicazioni.
'89
un sonetto originale autografo di Gandolin
conservato dalla Fondazione Franco Fossati
Tuttavia, a fine estate del 1893, Luigi Lodi può telegrafare a Gandolin "Vieni per rifare il giornale". Le pubblicazioni riprendono (inizialmente senza Vamba e Faelli, che avevano fatto uscire il Folchetto, ma con nuovi collaboratori, come Trilussa, Diego Angeli e Giovanni Bistolfi). La testata vive momenti intensi (si pensi allo scandalo della Banca Romana), ma Gandolin è inquieto e insoddisfatto.

Secolo XIX
Alla fine del 1896 Vassallo saluta gli amici e si stabilisce definitivamente a Genova per assumere la direzione del Secolo XIX. Un periodo aureo per la testata genovese, che aumenta la diffusione e conquista un prestigio incontrastato.
Ma Gandolin è sempre più provato dal rimpianto del figlio. E' diventato spiritista fervente, studia con impegno scientifico tutte le religioni e le filosofie che prevedono una vita dopo la morte e contemplano "contatti" con l'aldilà, e scrive sull'argomento. Anche il suo fisico si va indebolendo, a causa del diabete.
Il grande giornalista muore a Sanremo (Italia), a soli 53 anni, il 10 agosto 1906.
Vale la pena leggere che cosa ne scrive, alla sua scomparsa, Renato Simoni [leggi qui].
Gli ultimi versi trovati sul suo tavolino da lavoro dicevano (secondo quanto riporta Arturo Salucci):

In questo mondo niun fortuna avrà,
se non combina questa doppia essenza:
La propria intelligenza – l'altrui bestialità

Molte cose del grande giornalista saranno conservate nella sala Vassallo al municipio di Genova, altre dalla vedova, signora Aurelia.
Opere di Gandolin

Tutte le opere e le edizioni contrassegnate con un quadratino colorato sono conservate dalla Fondazione Franco Fossati.

1873Poesie del genovese Vassallo Luigi il primo libro, 64 pp, Artisti e tipografi, Genova, 1873.
1876La battaglia di Legnano L.A. Vassallo, romanzo storico, ill. di Domenico Torti, Regio Stabilimento Lavagnino di Genova [di Ludovico Lavagnino], 1876. Volume di 152 pp + cop. morbida a 2 colori (nero e verde chiaro).
1882La contessa Paola Flaminj scene moderne di Luigi Arnaldo Vassallo, romanzo non illustrato.
– Casa Editrice A. Sommaruga, Roma, 1882. Volume 210+14 pp + risguardi, rilegato.
– rist. Quattrini, Firenze
– rist. Carabba, Lanciano, 1918
1884Anticolerico Fracassa - Macchiette di Gandolin
(Il migliore anti-colerico; Dal Cuvier al Farmacista; Davide Piscopio; Il Chellerino; L'avvocato Paolo Emilio Genuzio; Gioco e iettatura; Il mistificatore; L'avaro fastoso; Sul pulpito; Il reporter; Licchi, Micchi, Nicchi; Testolina sventata; Dario Leoni; L'uomo meccanico; Il dottor Claudio Gemelli; Martino Cianchetti; La tribuna della stampa; Gigi Micocci; I guitti; Francesco di Caen; Laudadio e Malabari; Celeste Spada in Barbosio; Peccato di gola; Matematiche assorbenti; Ninì, Cocò)
volume ill. 134 pp, Tipografia Nazionale, Roma 1884.
1887Pupazzetti - e storielle di Gandolin, estate 1887, Genova, 96 pp + cop 1+0, ill. bn lire 1; vedi guida a Pupazzetto
1888Diana ricattatrice romanzo, non illustrato, 368 pp.
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1888
– idem, seconda edizione, 1888, Lire 1
– idem, 1909, lire 2.
– Garzanti Editore, Milano, lire 9.
1890Casa De-Tappetti di Gandolin. Premio agli abbonati del Don Chisciotte giornale quotidiano di Roma, 1890. Fascicolo 68 pp bn + cop 1+0 pm
1891Il libro dell'Amore
di Luigi Arnaldo Vassallo. Don Chisciotte Editore, Roma, 1891.
1895La signora Cagliostro L.A. Vassallo (Gandolin), romanzo, non illustrato, XVI-312 pp, almeno 7 edizioni entro il 1899.
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1895?, prima edizione.
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1895, seconda edizione
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1895, terza edizione , "Biblioteca amena" n.461 (15 sett. 1895).
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1909, lire 2.
– Garzanti Editore, Milano, lire 8.
1899Guerra in tempo di Bagni L.A. Vassallo (Gandolin). Racconto.
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1899, 268 pp. (esemplare senza copertina)
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1908, 198 pp, nuova edizione con ritratto dell'autore [in antiporta] e prefazione di Pier Giulio Breschi, lire 2; 2° migliaio
– Garzanti Editore, Milano, lire 7
– nuova edizione, Garzanti, Milano, marzo 1959, 184 pp cop. cart. con risguardi e sovracoperta ill.
1902Nel mondo degli invisibili
sommario: introduzione "Perché scrivo"; Gli studi medianici; Eusapia Palladino; Le cinque sedute; I precauzionisti; Frodi, suggestioni e spiriti; I fantasmi tangibili; Al di là; La medianità di Stainton Moses; I due casi dell'abate Vaggioli; Giuseppe Mazzini.
– Editore Enrico Voghera, Roma, 1902, volume VIII-184 pp, lire 2.
– rist. Editore Enrico Voghera, Roma, 1909
1902La famiglia De-Tappetti
di Gandolin. Rielaborazione da "Casa de-Tappetti" del 1890 (v. sopra). Romanzo umoristico, ne sarà tratto un film nel 1959 (vedi filmografia di Gandolin).
– Casa Edit. Renzo Streglio, Venaria Reale (Torino), [1903], rilegato
– Biblioteca gaja (n. 4). Casa Edit. Renzo Streglio (1908), Lire 1
– Edizione postuma. Fratelli Treves Editori, Milano, 1912
– Trascrizione in caratteri stenografici, secondo il sistema Gabelsberger-Noe (gentilmente concessa dagli editori Fratelli Treves), presso il comm. dott. Guido du Ban, Trieste, 1925, fascicolo 48 pp ill. + cop 1+0 pm L.4
– 23° migliaio, Fratelli Treves Editori, Milano, 1927, Lire 5 (fuori Milano L. 5,50)
– rist. Fratelli Treves Editori, Milano, 1935
– Edizione postuma. Garzanti Editore, Milano, 15 luglio 1942. Lire 10
– rist. Garzanti, Milano, 1952
– Nuova edizione. Garzanti, Milano, 30 settembre 1958. Sip. 148 pp bn con alcune silhouette ingrandite, sole in pagina e stampate in grigio, + risguardi bianchi e copertina in tela con impressioni + sovracoperta ill. bn.
– rist. Garzanti, Milano, 1959
– "La famiglia De-Tappetti e Monologhi". Bietti, Collana "Il picchio" (diretta da Carlo Silva) n.59, Milano, s.d. (anni Sessanta)
1903Dieci monologhi
(La paura del coraggio; La mano dell'uomo; La macchina per volare; Il piede della donna; Il nonno; Un signore che pranza in trattoria; Il veterano; Fra un atto e l'altro; L'arte di farsi fotografare; Sul marciapiede di Aragno)
I monologhi saranno recitati in teatro anche da Ermete Novelli, celebre attore e padre di Yambo.
– "Biblioteca gaja" n.5, Casa Edit. Renzo Streglio (1903), lire 2
– "Biblioteca gaja" n.5, Casa Edit. Renzo Streglio (1907), lire 2
– Casa Edit. Renzo Streglio (1908), lire 2
1904Comunardo Braccialarghe Tip. "Il Secolo XIX", Genova, 1904, 32 pp brossura, illustrato. Storia di Braccialarghe (al secolo Folco Testena), anarchico e massone.
1906?Dodici monologhi
(nuova edizione dei 10 monologhi già editi da Streglio, con l'aggiunta di 2 inediti: "La voce" e "...?...").
– prima edizione: Milano, Fratelli Treves, 1905?;
– terza edizione: Milano, Fratelli Treves, 1909, lire 2
– quarta edizione, 6° migliaio: Milano, Fratelli Treves, 1910.
– quarta edizione, 12° migliaio: Milano, Fratelli Treves, 1919.
– Garzanti Editore, Milano. Lire 6
Riedizioni e raccolte postume di scritti vari
1908Il pupazzetto francese
(dalla prima edizione nel Pupazzetto, ottobre 1889)
– nuova edizione. "Biblioteca gaja", con fotografia di Gandolin in pagina aggiunta, contro il frontespizio. Casa Edit. Renzo Streglio, Torino-Genova (via S. Teresa 6, Torino), luglio 1908, lire 2
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1909, lire 2.
– Garzanti Editore, Milano, lire 6.
1908Il pupazzetto spagnolo
(dalla prima edizione nel Pupazzetto, ottobre 1886)
– nuova edizione. Fratelli Treves Editori, Milano, dicembre 1908, lire 2
– (4° migliaio) Fratelli Treves Editori, Milano, 1922
– Garzanti Editore, Milano, lire 6.
1908Il pupazzetto tedesco
(dalla prima edizione nel Pupazzetto, luglio 1889)
– nuova edizione. Fratelli Treves Editori, Milano, dicembre 1908, lire 2
– Garzanti Editore, Milano, lire 6.
1911Gli uomini che ho conosciuto
– seguíto dalle Memorie d'uno smemorato
Volume compilato sulle corrispondenze di Gandolin alla Prensa di Buenos Aires; forse metà dei pezzi scritti dal giornalista per il giornale argentino, mentre il resto, pubblicato in spagnolo, risulta inedito in Italia; in appendice sono pubblicate le memorie che Gandolin aveva cominciato a scrivere, bruscamente interrotte dalla sua morte.
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1911. Lire 3,50
– Garzanti Editore, Milano. Lire 8
1912Ciarle e macchiette
(Un bel caso; I lampioni; Testolina sventata; Alla ricerca dell'infelicità; L'avaro fastoso; La tribuna della stampa; Gigi Micocci; Ninì; Il cordone sanitario; Non si è mai abbastanza ignoranti; Il mistificatore; La marchesina Soprani; I drammi del mare; Matematiche assorbenti; I guitti; Celeste Spada in Barbosio; Cocò; Il signor Quiproquo; Il deputato in vacanza; Terzetto; Il bilancio dell'interno; Miserere mei; Il chellerino; L'avvocato Paolo Emilio Genuzio; Il dottor Claudio Gemelli; Martino Cianchetti; Gioco e jettatura; Questi omacci; Ama il prossimo tuo; L'uccello del malaugurio; Un vizio di educazione; I drammi della gelosia; Il mercato degli stracci; Fate la carità; Un profilo)
– Fratelli Treves Editori, Milano 1912;
– Fratelli Treves Editori, Milano 1912, volume ill. pp 276+16 + cop, 2° migliaio, lire 3,50;
– Fratelli Treves Editori, Milano 1913, volume ill. pp 276+16 + cop, 4° migliaio, lire 3,50.
– Fratelli Treves Editori, Milano 1922, 7° migliaio.
– Garzanti Editore, Milano. Lire 8
1917Il Pupazzetto [primo volume]
con "Il Pupazzetto", "Casa De-Tappetti", "Sui campi di Annibale", "Poesie" (Il domatore, Da Roma a Roma, A una buona ragazza, Al venerando decano Cavalletto, Della mia cetra al suon, Sulla via Appia, Tornando da Caprera, Pioggi di baci, Ciò che vorrei)
"Collezione dei grandi autori antichi e moderni" serie 5° n.45, con illustrazioni dell'autore e prefazione critico-biografica di Achille Macchia. Stabilimento Tipografico F. Bideri, Napoli, 1917.
1917Pupazzetti parigini [secondo volume]
(più "Conferenze": La mano; I cattivi soggetti nell'arte; La critica della critica del critico;
più "Fondi e figure": La notte della Befana; La notte di San Giovanni; Il caporal D'Annunzio)
"Collezione dei grandi autori antichi e moderni" serie 5° n.46, edizione illustrata (dall'autore), prefaz. di Sabatino Lopez (da La lettura 1° ott. 1906), Casa editrice Ferdinando Bideri, Napoli, 1917, pp 176 + copertina morbida 2 colori (verde e nero), Lire 2
– rist, Bideri, Napoli, 1919.
1919Parla Gandolin
(I cattivi soggetti nell'arte; L'omino elinquente; Il giornale e l'organo, Il grafomane cocciuto; Il grande giornale; Il reporter e il cronista; Il cronista mondano e i resocontisti; Alla tribuna della stampa; Il redattore-capo; Il genius loci; Le incrostazioni; Le sofferenze d'una cambiale)
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1919, vol. 168 pp + cop, lire 4.
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1919, 3° migliaio.
– Fratelli Treves Editori, Milano, 1920, 4° migliaio.
– Garzanti Editore, Milano, lire 7.
Gandolin e il cinema
1959 Policarpo, ufficiale di scrittura, coproduzione Italia-Francia-Spagna, Titanus, 1959, 105'
Regia di Mario Soldati, soggetto di Gandolin (ispirato al romanzo "La famiglia De-Tappetti"), sceneggiatura di Age e Scarpelli.
Interpreti: Renato Rascel (Policarpo), Carla Gravina (Celeste), Peppino De Filippo, Renato Salvatori, Luigi De Filippo, Romolo Valli, Ernesto Calindri, Amedeo Nazzari, Vittorio De Sica, Mario Riva, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Memmo Carotenuto, Maurizio Arena, L. Martora, Tony Soler (Eufemia), C. Durante, A. Durante, J. Isbert.

Policarpo, impiegato ministeriale al Fondo del culto, maniaco del suo lavoro e della calligrafia, spera che la figlia Celeste sposi il figlio del suo capufficio, il cavalier Pancarano. Ma la ragazza si innamora di un bravo giovanotto, un meccanico esperto di macchine per scrivere, che aiuterà Policarpo quando questi si troverà a dover affrontare il rinnovamento tecnologico dell'ufficio e ad abbandonare l'amata penna per il nuovo marchingegno.
L'ottima interpretazione di Renato Rascel (Renato Ranucci, Torino 27 aprile 1912-Roma 2 gennaio 1991) vale all'attore la targa d'oro del David di Donatello del 1959.
E' con questo film che a Milano si inaugura il Cinema Apollo (www.cinema-apollo.com), considerato "il locale più elegante d'Europa", il primo totalmente sotterraneo nella metropoli lombarda, una sala da 1.200 poltrone ricavata sotto la piazzetta Liberty, nell'area ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

  • Achille Macchia. "Gandolin", prefazione a Gandolin "Il Pupazzetto", Collezione dei grandi autori antichi e moderni n.45, serie 5°. Stabilimento Tipografico F. Bideri, Napoli, 1917.
  • Renato Simoni. "Gli assenti". Casa editrice Vitagliano, Milano, 1920
  • F. Ernesto Morando. "Luigi Arnaldo Vassallo (Gandolin) e i suoi amici" con 24 disegni inediti di Gandolin. Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1928
  • Arturo Salucci (aneddoti raccolti da). "Gandolin", A.F. Formìggini Editore, Roma, aprile 1929
  • Luigi Lodi (il saraceno). "Giornalisti". Biblioteca di cultura moderna, Gius. Laterza & Figli tipografi-editori-librai, Bari, 1930
  • In internet: la pagina del Secolo XIX dedicata al suo antico direttore.
  • In internet: la canzone "Patti chiari!" scritta da Gandolin e musicata da Francesco Paolo Tosti, all'indirizzo: www.recmusic.org/lieder/v/vassalo/patti.html
  • Il catalogo "Gandolin fotografa Genova. Immagini e frammenti sulle tracce di Luigi Arnaldo Vassallo", catalogo a cura di Anita Ginella Capini. De Ferrari, Genova, 1999.
  • Anita Ginella Capini. "Carissimo Arnaldo - lettere a Luigi Arnaldo Vassallo Gandolin", Brigati, Genova-Pontedecimo, 1996; volume ricco di preziosi dati biografici e bibliografici, con particolare riferimento agli originali e ai carteggi ancora reperibili